Mediterraneo

Ogni tanto vado a sentire le lezioni di un seminario su Dante, che si tiene all’università dove lavoro per questo biennio. I seminari in Germania danno molto spazio agli studenti e ai partecipanti di vari livelli e ho avuto la fortuna di sentire la relazione di uno studioso di Sarajevo sul Libro della Scala di Maometto (che ha appena tradotto in serbo-croato) che parla del viaggio di Maometto, vivente, nell’al di là. Lo spunto è nel Corano stesso, ma il Liber Scalae Machometi lo amplia, fino a farlo diventare una grandiosa visione ultraterrena, come quella dantesca. Non abbiamo più l’originale di questo libro arabo, ma nel XIII secolo il re di Castiglia, Alfonso il Savio, lo fece tradurre in tre lingue, castigliano, francese e latino, ed è tramite queste versioni che oggi lo conosciamo. "I bambini della mia terra – diceva il relatore – ancora oggi conoscono bene questa storia e Maometto è sempre presente nei nostri racconti, al di là delle religioni di ciascuno". Nel secolo scorso si è visto in questo libro una possibile fonte di ispirazione per la Commedia di Dante, soprattutto da parte di studiosi spagnoli, che rimarcavano così il ruolo di mediazione tra le culture della Spagna medievale. In effetti sembrano esserci analogie, punti di contatto. Tuttavia non esistono prove che Dante lo conoscesse. Qualcuno si è spinto a ipotizzare che Brunetto Latini, maestro di Dante, che era stato ambasciatore alla corte del re Alfonso, abbia potuto portare con sè una copia del manoscritto e una volta giunto a Firenze (dopo varie peripezie) forse renderlo disponibile a Dante stesso. In realtà non sappiamo nulla e oggi l’influenza appare filologicamente poco probabile. Ma non importa. Quel che importa qui è come una cultura, quella europea delle origini, fosse aperta inevitabilmente ai contributi più diversi, pronta ad assorbire un libro che giunge da un mondo così differente, ma così simile (l’immagine della scala di Maometto, con cui sale ai cieli, è presa dal modello ebraico e cristiano della scala di Giacobbe e ha la stessa funzione), un libro che viene tradotto in così tante lingue per ordine di un re cristiano, per poi ricominciare un’altra storia nelle letterature occidentali, sfiorandone l’opera più importante. Soprattutto le vicende di un piccolo libro possono far vedere quanto il gioco delle identità sia stato sempre molto più complesso di quanto vogliamo immaginare.