Pochi saggisti hanno il dono di una scrittura allo stesso tempo sintetica e profonda. Enzo Bianchi, priore e fondatore del monastero di Bose, è uno di questi e il suo ultimo libro Per un’etica condivisa (Einaudi) è un contributo intelligente al dialogo tra credenti e non credenti, al "confronto nella mitezza" che chiarisce l’apporto dei cristiani, oggi, alla laicità e svela le tentazioni "idolatriche" di un certo modo di utilizzare il cattolicesimo e di piegarlo a religione civile e il rischio di sottometterne la dimensione profetica ed escatologica esclusivamente all’orizzonte etico o a quello, ideologico, dell’identità. Tra le parole più ricorrenti di queste cento pagine pluralità e polis.

