Videocracy è un documentario da vedere e ha una colonna sonora azzeccatissima. Ma mi ha lasciato qualche dubbio "narrativo". L’ascesa del velinismo, la storia di Corona (che ha uno spazio davvero eccessivo), l’influenza della videocrazia sull’"antropologia" del Paese mi sembrano racconti giustapposti e anche un po’ superficiali (perchè isolati da altri fenomeni che hanno un gran peso sul berlusconismo). Oltre all’esibizione di alcuni effetti culturali mi sarei forse aspettato qualcosa di più sul nesso tra video e informazione e forse qualche elemento più concreto sulla trasformazione del nostro immaginario collettivo. La storia del ragazzo che voleva sfondare in tv imitando Ricky Martin e Van Damme è invece molto delicata e ricorda più un’Italia alla Ugo Gregoretti e alla Nanni Loy che quella di oggi. Lele Mora, con l’incredibile "Faccetta nera" nel cellulare e con i suoi sguardi allucinati e l’inflessione dialettale, in un misto perturbante di spaesamento e vicinanza, vale da solo il prezzo del biglietto.
Faccetta Mora
Un Commento a “Faccetta Mora”
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nonostante non ci sia momento migliore per fare uscire questo film, l’ho percepito ugualmete come un po’ vecchio. Corana è stato “superato” da Tarantini e Lele Mora…beh Lele Mora che orrore.

