Villaggi globali

Al motore di ricerca per Ebrei ortodossi, Koogle, si aggiunge ora quello Islamico, ImHalal. La differenza principale con i motori tradizionali sta nei filtri, che impediscono di visualizzare contenuti considerati sgraditi, in base a una scala di parole o espressioni chiave, e di imbattersi accidentalmente in siti che possano turbare. Commercialmente mi pare un’ottima idea, in epoca di "profilatura" di strumenti e persone. Ma quello che trovo interessante è che lo strumento tecnologico, cioè il motore di ricerca, proprio per il suo essere qui adattato a una cultura religiosa, viene di fatto de-ideologizzato. Sembra un paradosso, ma non lo è. Una volta adattato a un complesso di credenze religiose, il motore di ricerca ridiventa neutro, cede il suo carico ideologico implicito e nascosto a un sistema codificato (quello religioso) che rimane quindi il vero ed esplicito filtro della realtà. In questo modo lo strumento informatico rimane tale. Con i nostri motori di ricerca (google per intenderci) si apre invece a una possibilità infinita ma non ordinata (profilata sì però), con la conseguente idea che anche il mondo e le informazioni siano realmente così prive di gerarchie. Il che in fondo configura una tacita ideologia.