Avatar

La trama è davvero prevedibile e banale. E non per i motivi pateticamente moralistico-ecologisti che ho letto in certe recensioni, ma perchè è un vecchio western. Lui disprezza i selvaggi, poi vive coi selvaggi, poi si innamora della figlia del capo dei selvaggi, capisce che i selvaggi non sono selvaggi, vede che i veri selvaggi sono quelli con cui stava prima, combatte a fianco dei selvaggi e spacca tutto, come un selvaggio. Poi ci sono i dettagli di sempre: il giovane selvaggio, futuro capo tribù, prima è geloso, poi diventa alleato, il maschio bianco sposa la donna selvaggia (di solito pellerossa, in questo caso pelleblu) perchè il contrario darebbe fastidio al pubblico in sala, il militare avversario è ottusamente cattivo (così ottuso che non riesce neanche a rifare la scena di Apocalipse now), il capo della base è un capitalista avido. A parte questo, che però se avessi da spendere 250 milioni di dollari magari cercherei di farlo meglio, c’è un elemento di Avatar che mi pare azzeccato, cioè il tema di un corpo nuovo in un contesto nuovo. L’idea di avere un corpo diverso, potenziato, in certo modo smisurato, che elimina i limiti fisici presenti, che vive in mezzo ad altri corpi simili, con una sensorialtà amplificata (ecco magari non so se avrei messo lo spinotto nella treccia) dentro una natura che è aperta, che costituisce un flusso di conoscenza e di sensazioni, forse anche di coscienza, è molto interessante. E peraltro rievoca antiche immagini e riflessioni della nostra cultura. Il corpo degli angeli, per esempio. O il corpo "glorioso" dei beati, con quelle domande che hanno affascinato per secoli la cultura europea: come sarà il corpo risorto? e com’era il corpo di Adamo nello stato di innocenza? Ma ancora prima, il corpo dei giganti. E quello degli dei dell’antichità, esseri umani in tutto, tranne che nella divinità del corpo e dei suoi poteri. La trovata di Avatar è affascinante in quanto risveglia queste antiche e vicine fantasie (che non sono fantasticherie però), anche se si accontenta poi di una risposta minima, forse adatta al tenore ridotto delle nostre domande attuali: i corpi delle donne Na’vi non hanno un minimo di cellulite.