La bugia più interessante

Tra le tante bugie con cui il nostro presidente del consiglio cerca di fornire argomenti (che poi verrano ripetuti fino alla noia dai suoi "satellites", come direbbe il Cicerone delle Catilinarie) alla sua scelta di non presentarsi ai giudici e di sottrarsi alle dimissioni, ce n'è una particolarmente interessante. Cioè quella per cui sarebbe "spiato e addirittura controllato fin dentro la sua casa". Che sia una bugia è ovvio: non c'è stata alcuna camera nascosta, alcuna cimice, microfono, alcuna intercettazione telefonica dei suoi cellulari e i giudici hanno evitato di intercettare telefonate di altri dirette a lui. Ma la cosa interessante non è questa.
Berlusconi sa che tutti gli italiani (e non solo, purtroppo) hanno capito benissimo cosa succede in casa sua. Lo visualizzano, è come se l'avessero visto. Non perchè qualcuno lo abbia spiato, ma perchè un numero impressionante di persone del suo entourage, prostitute, amiche delle amiche, organizzatrici di feste paracadutate in politica, ha raccontato i weekend del presidente con dovizia di particolari, boccacceschi o meno.
Riusciamo a "vedere" le feste, di cui sappiamo anche il menu (di solito caprese) e dettagli un po' alla Bertoldo e Bertoldino che coloriscono ulteriormente il racconto, con un Emilio Fede (direttore di telegiornale) che frega con abile mossa 400mila euro al Cavaliere mettendosi d'accordo con un Lele Mora che immaginiamo vestito di lino bianco. Con queste conversazioni, dettagli, considerazioni si sono riempite 389 pagine. Neanche una è stata scritta spiando Berlusconi o casa sua.
E' però vero appunto che è come se la casa l'avessimo vista, l'avessimo spiata davvero, come se avessimo acceso la tv e goduto dello spettacolo, oppure guardato a spezzoni su youtube, come sottolinea senza accorgersi il ministro Gelmini, quando dice "Hanno fatto un grande fratello della casa di Berlusconi". Il punto interessante è proprio qui.
Il nostro immaginario ha ormai assorbito quelle scene che i presenti hanno così dettagliatamente e coerentemente raccontato e Berlusconi non ci può fare nulla. La bugia del "mi hanno spiato", studiata a tavolino, è allora allo stesso tempo candida e geniale. Candida, perchè avvalora le descrizioni che ormai abbiamo in testa, al punto tale da farci pensare che qualcuno l'abbia spiato e le abbia viste, che si tratti davvero di un grande fratello visto in diretta; e quindi di fatto dà lo status di realtà a quanto esce dai documenti.
E geniale, perchè non potendo bonificare la nostra immaginazione dai quei bunga bunga con caprese che abbiamo "visto", da quelle ragazze che si litigano cd di Apicella con banconote annesse e che tra di loro si dicono "'sto vecchio ci sistema", da Fede e dalle meteorine, da quel film che davvero ci sembra di poter raccontare parola per parola, sposta tutto il racconto, in blocco, su un altro livello morale e di realtà: mi hanno visto, ma non potevano, mi hanno spiato e sono andati contro la legge e tutto questo perchè c'è un complotto da vent'anni, mi hanno registrato perchè cercano di costruire un reato. Concedendo una consistenza di realtà a quelle immagini (che del resto sono fatti), tenta così di dissolverne la sostanza morale e politica, inventando un una sorta di realtà ulteriore che le fa passare in secondo piano. In questo modo cerca di dare a chi ha voglia di credergli un livello di difesa che certo è debole, ma che insieme a tutte le altre bugie possa fargli guadagnare qualche settimana.