Eliseide

In principio erano Chirac e Balladur. Entrambi del partito neogaullista, entrambi aspiranti alla presidenza del 1995 e da quel momento divisi da un’inimiciza che sfiora l’epica. Eletto presidente, Chirac esclude sistematicamente da ogni carica e posizione di rilievo tutti i sostenitori di Balladur, tra questi un ancora giovane Sarkozy, che paga in modo particolare. Chirac tenta un colpo arditissimo, scioglie il parlamento, in cui ha la maggioranza (primo ministro Juppé), per motivi non molto chiari, tra i quali forse il principale è escludere definitivamente dal potere la componente balladuriana. Il colpo non riesce e Chirac perde la maggioranza (che va ai socialisti). Colpito da umiliazioni, trappole ed esclusioni di ogni tipo, Sarkozy decide forse in quegli anni di difficoltà di puntare al massimo e imposta una lenta strategia di conquista del partito. Il progressivo indebolimento di Chirac, che viene però rieletto per il disastro elettorale di Jospin, dà forza a un Sarkozy che dà prova di un attivismo, di una tenacia e di una capacità di prendere posizione e influenzare il dibattito che lo fanno diventare l’avversario principale di Chirac. Il presidente gioca allora la carta Villepin, l’eminenza grigia del suo secondo mandato presidenziale. Villepin consiglia di integrare nel governo Sarkozy per controllarlo meglio, ma di fronte all’avanzata di quest’ultimo, Chirac nomina proprio Villepin come primo ministro, infliggendo una serie di umiliazioni pubbliche a Sarkozy. Ma ormai il passaggio generazionale è compiuta. I nuovi nemici sono Sarkozy e Villepin. Si apre allora una storia di dossier, di spionaggi, di colpi bassissimi. Sarkozy ce la fa, diventa presidente e Villepin viene risucchiato in vicende giudiziarie che lo fanno uscire dai giochi. Lui non ha dubbi: “sono innocente e le prove false le ha fornite il presidente”. Villepin sembra fuori dai giochi ma arrivano le due assoluzioni. L’ultima, definitiva, pochi mesi fa. Ricomincia l’epopea. Ieri Villepin si è candidato alla presidenza della repubblica. Quante possibilità ha di vincere? Nessuna. Viene dato al 2%. Ma guarda caso quel 2%, posizionato al centro, se sottratto a Sarkozy (che è l’unico a cui può essere sottratto), rischia di non far passare al secondo turno il presidente, a vantaggio di Marine Le Pen, che si scontrerebbe poi, perdendo a valanga, con il socialista Hollande. La saga continua.

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