Il problema non è lo scandalo

Ci si scandalizza, come è giusto, per l’uso fatto in questi anni dei soldi pubblici ai partiti. Ma la di là di queste ruberie, mi chiedo: se i partiti hanno tutti questi soldi (2 miliardi di euro in 10 anni, cioè 4milamiliardi di lire), anche se li avessero spesi legalmente, con una massa tale di denaro come fanno nuove idee a farsi avanti, come possono le opinioni di chi non ha soldi trovare spazio, come possono nuove visioni della società consolidarsi, nuove persone entrare nella politica, come si può votare in modo davvero diverso, come possono le linee dei partiti essere scalfite, come è possibile pensare che qualche decina di persone che rappresenta la leadership politica possa davvero farsi espressione della ricerca del nuovo e del meglio che nasce nella società? Non solo ciò spiega perché l’unica forma di rinnovamento politico in Italia sia lo scandalo e non la battaglia delle idee (che ha bisogno di risorse economiche, ma è difficile vincere contro 2 miliardi di euro), ma pone una questione seria: È democratico tutto questo?