Crociati senza Croce

Con la nota di oggi del portavoce vaticano Lombardi i Tradizionalisti vengono davvero isolati sul piano piú proprio, quello religioso. Sembra strano, ed era la cosa piú inquietante, ma fino a oggi non si era ancora parlato dell´incompatibilità tra antisemitismo e "croce di Cristo".  Diciamo che la nota e le dichiarazioni di Ratzinger evitano per milioni di credenti lo "scandalo". Con questa parola nelle tradizioni cristiane si indica anche (non solo) l´esperienza di riordinamento affettivo e cognitivo che il fedele vive di fronte ad atteggiamenti o parole che contraddicono la fede da parte di chi si dice autorevolmente cristiano, e che puo´ portare alla perdita irrimediabile della fede. Una sorta di conversione al contrario. E la nota di oggi è un sollievo anche per i non credenti.
Rimane comunque come un macigno il tema della ridefinizione in corso dell´identitàcattolica. Del ruolo  culturale che gli ex scismatici avranno se rimarranno cattolici (mi pare difficile che un popolo che pensa come il misero sacerdote di Treviso possa gradire la fine di questo scisma), del loro facilmente pronosticabile proselitismo nel cattolicesimo. Rimane in sospeso il senso della loro riabilitazione da parte del papa. Appare in ogni caso come un errore, come una sottovalutazione. Il "grande pubblico" dei fedeli però potrebbe aver imparato qualcosa. Che anche il papa può commettere errori, che un progetto culturale identitario è in atto e che va inteso come tale (e quindi non è necessario sposarlo acriticamente), che la teologia ha un´evoluzione storica e non dogmatica, che le opinioni ecclesiologiche si trasformano, che la tradizione è la storia dei mutamenti.  Che la modernità per il cristiano non è un nemico, ma una interrogazione.

Casting

Non ho ancora visto il film sull´"Operazione Valchiria", il complotto fallito per poco contro Hitler nel 1944.
Mi fa sorridere il fatto che Tom Cruise, che impersona
Claus von Staffenberg, il principale cospiratore e quindi uno dei resistenti al Nazismo, in Germania non potrebbe lavorare in uffici pubblici, in quanto aderente a Scientology. Io stesso per poter tenere corsi all´Universitá ho dovuto firmare una dichiarazione in cui si chiarisce che non faccio parte di Scientology e di varie altre cose (anche che non sono stato un membro della Stasi, mi pare).

De gustibus

Ho letto oggi sul Corriere che quando chiesero a John Updike quali fossero le 10 opere letterarie del millennio, per un almanacco del 2000 di Almanac and Book of Facts, mise al primo posto la Summa theologiae di Tommaso d’Aquino e al secondo posto la Commedia di Dante. Solo un pazzo può fare una cosa del genere. Per carità, la Summa è un’opera (anzi una famiglia di opere per migliaia di pagine) fondamentale. Una catena di trattati e sezioni, la cui unità fondamentale è la "questione", cioè la domanda. Il titolo di ogni questione è proprio una domanda (Utrum theologia sit scientia è la prima). La struttura è molto complessa perchè prima si enunciano tutte le risposte contro la tesi esposta dalla domanda, poi tutte quelle a favore (i famosi pro e contra della filosofia medievale scolastica, anche se Tommaso usa un’altra formula) e poi si dà la risposta e si tiene conto di tutti gli argomenti esposti in precedenza e dei punti che rimangono dubbi. Una singola "quaestio" può prendere decine e decine di pagine. La convinzione che sta dietro a una struttura così rigida e complessa è che la verità possa nascere solo dal confronto di idee diverse e contrapposte, che debba avere un controllo pubblico e che si possa nascondere anche in opinioni minuziose, apparentemente insignificanti e quindi ogni opinione ha diritto per così dire a una confutazione. Quando si dice che il Medioevo applicava il principio di autorità per evitare nuove idee si dice una cosa sbagliata (che però forse vale per periodi successivi). I teologi e i filosofi di quei secoli analizzavano decine di autorità (al plurale) che erano il materiale stesso delle questioni. La verità scaturiva dal loro contrasto. E di solito dava vita a una tesi nuova, che poi qualcuno rimetteva in discussione. Per carità, tutto vero e affascinante. Però io al primo posto avrei messo Dante.

Sí sí, no no

Le dichiarazioni del papa sono opportune. Peró da quanto si evince dalle sue stesse parole l´accettazione del Concilio Vaticano II da parte dei Tradizionalisti è al momento solo un auspicio di "comunione piena". Il problema del rapporto con la Fraternitá San Pio X rimane tutto. E anche del perchè siano stati riammessi cosí facilmente, in assenza di una loro visibile marcia indietro su quei temi. Una cosa forse andrebbe detta sul caso specifico delle dichiarazioni di Williamson. Non è nella disponibilitá del papa che un vescovo non sia piú vescovo, neppure che un vescovo faccia altri vescovi o sacerdoti. Ma il diritto canonico sí, è disponibile. Lo vediamo esercitare continuamente. E regola i comportamenti pubblici, non quelli interiori. Quando si rifiuta di celebrare un singolo funerale, come tristemente successo nel 2006, quando si sospende un singolo sacerdote che fa politica attiva. Casi singoli con rilevanza pubblica, ci spiega il diritto canonico.
È lecito auspicare che in attesa di risolvere il problema dei Tradizionalisti ex scismatici (una parola
qui) si applichi una sospensione a divinis al vescovo cattolico antisemita Williamson (diciamo un caso singolo di rilevanza pubblica)?