Ex scismatici

Mi è capitato una volta di assistere per caso a una cerimonia dei Lefevriani in Place de la Concorde a Parigi. Un gruppetto di persone, alcune delle quali agghindate con i simboli della monarchia francese, recitavano preghiere in memoria di Luigi XVI, decapitato proprio lì dalla Rivoluzione. Seguivano dei canti liturgico-monarchici. Uno di questi:  "E’ il re che fa la Francia". Successivamente sono stato varie volte alla Chiesa di Saint-Nicolas-du-Chardonnet (qui e qui), la chiesa dei Lefevriani di Parigi, per capire che aria tirasse. Ho visto donne con il velo sulla testa, qualche famiglia, direi persone di varie età.

Gli articoli e gli opuscoli che ho trovato in chiesa e nella loro libreria mi hanno subito colpito per l’ossessivo richiamo agli errori del Concilio Vaticano II, per la fobia del protestantesimo inquinatore anche della Chiesa di Roma, per l’idea che l’ultimo vero papa sia stato Pio XII. Gli errori di Roma: l’ecumenismo relativista, la messa nelle lingue nazionali, i cedimenti di fronte al mondo moderno. Inoltre viene dai Tradizionalisti lefevriani continuamente espressa un’idea teologica: il popolo ebraico ha perso per sempre e completamente il titolo di "popolo eletto", assunto dal popolo cristiano (romano-cattolico). Questa in particolare mi sembrava un’idea davvero insormontabile per il ritorno nel cattolicesimo romano dopo le svolte sull’ebraismo (che semplificando si possono riassumere come un riconoscimento dell’elezione di Israele in un senso speciale). E le dichiarazioni negazioniste del vescovo lefevriano di questi giorni mostrano evidentemente come quell’assunto teologico possa trasformarsi in antisemitismo. E certo è evidente la contiguità con un milieu culturale di destra estrema. Tutta la fede lefevrista è intrisa di elementi schiettamente reazionari.

Ora i Tradizionalisti sono tornati a essere cattolico-romani a tutti gli effetti. I loro vescovi sono vescovi cattolici, pastori del gregge. E mi pare una grande vittoria per loro. Da quanto leggo non hanno rinunciato alla negazione del concilio, ma si sono sottomessi genericamente all’obbedienza al pontefice (che a quanto pare non ha chiesto riconoscimenti d’altro tipo). Quale sarà il ruolo e la posizione dei Tradizionalisti (circa 600mila) all’interno della Chiesa? Non è difficile prevedere un loro rafforzamento, una sorta di proselitismo interno. Non è neppure difficile prevedere una contiguità con culture e gruppi di destra estrema. I crociati non mancano. Insomma mi pare che i Tradizionalisti possano ora dare forza a quel progetto di ritorno alla Chiesa Tridentina che in fondo li ha portati, cosa non semplice da tanti punti di vista, a sopportare una scomunica (la cui revoca sarà ora intesa come una conferma della bontà delle loro posizioni). Nel gioco in atto di ridefinizione della propria identità, il cattolicesimo purtroppo riparte anche da qui.

(Sulla Fraternità S. Pio X, qui e qui)