Vengo dopo il PD

Siccome l’argomento blog della settimana sono le dimissioni di Veltroni e i days after fino a sabato, e vedo tutti i blog pieni di proposte, novità, sondaggi (ah, io a quello dell’Espresso ho votato Civati, ma il mio profilo di candidato ideale- in subordine- alla fine non è lontano dal Parisi che si candida e dalla Bindi che non si candida), agora virtuali, dibattiti se i blog siano rappresentativi della società o meno (meno), e siccome non riesco a seguire tutto perchè ho anche un lavoro, ho deciso che non commento più il PD fino almeno a domenica. Ma sì, vengo dopo il PD.

Etsi Berlusconi non daretur

Se potessi dare un consiglio – o forse esprimere un desiderio –  a chi dovrà ricostruire una linea politica del PD (in realtà mettersi a costruire quella che era stata promessa con la fusione) direi di non pensare troppo alle europee e alle amministrative, di non temere di perdere ancora voti nell’immediato, di non cominciare subito a pensare se allearsi con Di Pietro o con i Comunisti (io direi di no tra l’altro), ma di dare vita a una cultura politica per l’Italia come se Berlusconi non ci fosse. Facciamo un esperimento mentale, facciamo che Berlusconi in natura non si dia. Allora che serve? Che dobbiamo fare? Pensiamoci. Quella che ne risulta è la linea giusta. E il tempo che ci vuole per realizzarla è il tempo che ci vuole.

I soliti anticlericali

La dura presa di posizione della Chiesa austriaca contro la nomina da parte del papa di Gerhard Maria Wagner come vescovo di Linz ha avuto i suoi effetti. E Wagner ha dovuto chiedere al papa di ritirare la nomina (si veda qui). Wagner era noto come nemico del satanico Harry Potter e per aver considerato l’uragano Katrina come una punizione per la peccaminosa città di Orleans, oltre che per le sue posizioni ultraconservatrici (diciamo). Il pontefice per nominarlo vescovo aveva deciso addirittura di forzare la normale procedura non prendendo in considerazione i nomi proposti dai vescovi austriaci. Qualcosa di simile era accaduto mesi fa in Polonia, dove il primate imposto da Ratzinger e non voluto dai vescovi polacchi perchè compromesso con il regime comunista (lo stesso che spiava il vescovo Wojtyla), aveva dovuto trovare una formula per rinunciare alla carica. In Italia potrebbe succedere?