Celestino

Nei miei lavori di ricerca mi sono spesso imbattuto in Celestino V, ma non sapevo che il suo corpo fosse conservato nella cattedrale dell’Aquila. Celestino V è stato l’unico papa che abbia rinunciato alla sua carica, nel 1294. Era stato eletto da pochi mesi per la sua fama di uomo santo e tenace e per una situazione di stallo negli equilibri tra le grandi famiglie dei cardinali. Aveva passato la maggior parte della sua vita tra il Molise e l’Abruzzo, vivendo come eremita sulla Maiella e fondando poi una congregazione monastica. Un conclave lunghissimo, che si sciolse e riprese i lavori più volte per più di un anno (allora le procedure erano molto diverse da quelle odierne), fortissimamente influenzato da eventi politici e da ingerenze di vari re, alla fine indicò nell’eremita il nuovo papa. Pietro da Morrone, questo il suo nome, accettò, ma non riuscì a reggere alle pressioni dell’incarico. La sua importanza nella storia del pensiero politico risiede proprio in questo atto di rinuncia, che scatenò un dibattito giuridico e teologico che durò molti anni dopo la sua morte. Celestino aveva chiesto un consulto ai cardinali "giuristi", capeggiati da Benedetto Caietani, di Anagni, che diventò il successore di Celestino. La domanda era chiara: può un papa abdicare? Ma a questa domanda se ne collegarono negli anni successivi molte altre. La carica papale è nella disponibilità del papa stesso? Quali poteri effettivi ha un pontefice? Che ruolo giuridico reale ha nella Chiesa e nella società cristiana? I cardinali Colonna, del ramo di Palestrina, rifiutarono sempre la legittimità giuridica della rinuncia di Celestino e quindi non riconobbero la legittimità del papa successivo, Bonifacio VIII. In tutta Europa cominciarono a essere scritti trattati e libelli De potestate papae (Sul potere del papa). Peraltro uno dei più importanti, quello di Giovanni di Parigi del 1302, sta per uscire per la prima volta in traduzione italiana presso Marietti. Non è un’esagerazione pensare che molte riflessioni moderne sulla sovranità siano debitrici al complessissimo processo di riflessione politica nato in quella circostanza. Celestino fu incoronato papa all’Aquila. Il suo corpo era conservato appunto lì, nella cattedrale crollata, ma è stato recuperato senza danni. E’ solo uno dei tanti elementi della memoria di quando l’Italia centrale era davvero l’ombelico del mondo.

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