Ricordati di Alamo

Come sempre, i commenti dei lettori dei quotidiani on line su notizie come quella della pandemia sono davvero vari. I lettori di Repubblica si dividono tra gli scettici che citano tutte le finte catastrofi pandemiche degli ultimi anni, mucche pazze e influenze aviarie (e Lloner profetizza la febbre dei gatti e il mal di testa dei cani) e quelli che notano come la comunicazione dell’evento sia stata piuttosto curiosa. Un certo Paolo infatti nota che Frattini diceva ieri che i pericoli per l’Italia sono nulli, oggi dice che sono minimi. Non osa fare previsioni per domani. Una commentatrice ricorda che il contagio avviene da maiale a maiale e poi salta da maiale a uomo. Il commento non è chiarissimo, ma alla fine sembra chiedersi se possa poi risaltare da uomo a maiale (!). Molti notano che in prima pagina del Corriere c’è un Cinese, ma che c’entra – si chiedono – non parte tutto dal Messico? Tra i lettori di El Pais naturalmente c’è una maggiore apprensione e anche qualche risvolto tipo "Survivors". Un lettore che vive in Messico dice: “Il mondo sappia che il primo morto è stato il direttore del museo di antropologia che era presente alla cena offerta a Obama qualche giorno fa. Questo virus è stato creato e diretto contro Obama”. Moltissimi ovviamente citano Nostradamus e quelli che la sanno lunga sottolineano come le pandemie scoppino sempre quando ci sono le elezioni europee. Però non risponde all’obiezione di una lettrice: “E che c’entra il Messico?”. Ricardo ha una lettura vagamente medievale,da senectus mundi, ogni volta che il mondo è al massimo e inizia una decadenza scoppiano epidemie, guerre e disastri. Un lettore esclama: “Che sfortuna, proprio ora che il Barcellona stava per vincere il campionato!”, il suo nick però è “Madridista”. Si appella alle vicende personali anche “Utopia binaria”: “Ma proprio ora che mi sono fidanzata?!”. Una sommessa richiesta da Jordi: “Pueden cerrar las fronteras, por favor?”. Si potrebbero chiudere le frontiere, per favore? Il messaggio però è di ieri sera. Ho provato a dare un’occhiata a giornali messicani, per esempio El Universal, dove un solitario commentatore si lamenta del consiglio del governo spagnolo di non andare in Messico: non si ricorda Zapatero con quante malattie gli Spagnoli hanno afflitto i nostri antenati? Su Cronica invece tutte le notizie hanno 0 Comentarios. Una lettrice del New York Times con vero spirito yankee commenta: "Ah sì? Gli Europei ci chiudono le frontiere? Ma hanno bisogno dei nostri turisti". Un altro lettore, di studi robustamente classici: "Oh istituzioni europee! Ma è cambiato qualcosa dalla Lega Attica?". E Bud, da Austin, Texas, forse ricordando Alamo precisa: Questa influenza è nata in Messico, si deve chiamare “influenza messicana”.

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