Contropopulismo

Nel vedere le foto di Veronica Lario a seno scoperto 30 anni fa in teatro, pubblicate da un giornale berlusconiano, mi è venuto in mente (pensiero minimo, mi rendo conto) quando da ragazzino, diciamo alle scuole medie, quando si litigava con i compagni, anche violentemente, c´era una regola non scritta nella escalation delle offese. E cioè di non "mentovare" la mamma (e le eventuali sorelle). La mamma non bisognava nominarla in alcun caso. Alcune volte scoppiavano delle risse furibonde e quando si chiedeva "Ma che è successo?", la risposta spesso era "Gli ha mentovato la mamma". Perchè il conflitto fosse dignitoso e recuperabile bisognava avere il pudore di lasciare fuori dall´escalation gli affetti altrui piú cari, anche come mossa perché non venissero coinvolti i propri. Il consentire un attacco cosí greve alla propria moglie e madre dei propri figli (figli che a questo punto nulla vieta di bersagliare in una  futura occasione) – velina eri trent´anni fa e velina sei rimasta è il significato di quelle foto e non solo colpisce oltre che per quell´insopportabile arroganza maschilista (che peraltro si tiene con l´idea delle "candidate belle e ben vestite"), soprattutto perchè rovescia quella logica di pudore e rispetto per la propria famiglia che fin da bambini siamo abituati a dare per scontata.
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