Spiace che

Da un po´di tempo di sente usare dai politici l´espressione "spiace che…", al posto di "mi dispiace che…". Probabilmente è una forma corretta, ma di sicuro un po´ sciatta. Anche perchè non viene usata, fateci caso, per indicare una situazione oggettiva o impersonale che dispiace a tutti (come sarebbe per esempio: "Spiace che il debito pubblico sia salito"), ma per significare uno stato soggettivo di fastidio: "Spiace che la sinistra ricorra agli insulti o  "Spiace che il presidente del consiglio non risponda a questo o a quello". Le agenzie di stampa poi fanno un uso massiccio della formula per sintetizzare (ma risparmiate sul "mi" e sul "di"?). Chi usa "spiace che" cerca di dare un tono più "impersonale" al suo dispiacersi, quasi come senso di superiorità (non dispiace mica a me, spiace in generale) rispetto a chi avrebbe provocato il dispiacere trasformando  quello che è evidentemente un fastidio in un atto di comprensione cosmica. Spiace constatare che il risultato sia quello di una frase al tempo stesso biascicata e stizzita.
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One thought on “Spiace che

  1. un po’ come unirsi ad un più generale compianto,
    diciamo “spiace che” la gente non si assuma neppure la responsabilità del dispiacersi, soprattutto quando si tratta di affari assolutamente loro.

    e mi torna in mente il Moretti di Palombella Rossa.

    Ratatouille

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