Universitaet 2

Un dettaglio “tecnico” che mi ha colpito del sistema universitario tedesco (o bavarese) è l’alto numero di attività seminariali rispetto all’Italia. Da noi la stragrande maggioranza delle ore è dedicata a lezioni frontali, almeno nelle facoltà umanistiche, con un professore che parla e gli studenti che ascoltano e prendono appunti. Solo poche ore sono invece dedicate al "seminario", in cui il ruolo degli studenti è più attivo e partecipativo. Qui (in Germania) invece i seminari occupano un gran numero di ore e vengono svolti come una discussione, a cui tutti partecipano a pieno titolo, di solito su un "testo" o un gruppo di testi e con una scarsa presenza di "studi". Cioè se si legge Aristotele, si legge il testo di Aristotele e si discute su quello, mentre gli studi su Aristotele si lasciano sullo sfondo. Credo che l’idea di base sia che il senso critico degli studenti si sviluppa meglio e si affina imparando a dialogare nel merito e dal dibattito con gli altri. Mi pare che con gruppi piccoli (diciamo fino a 7-8 persone) questo approccio abbia il merito soprattutto di avviare quasi da subito alla ricerca, con trasmissione di metodi più immediata e in ogni caso si impara a non avere timori reverenziali. Con gruppi più grandi invece si corre il rischio di dare un’idea del dibattito in cui ognuno dice la propria senza troppi approfondimenti, in cui l’importante è partecipare e parlare, con tutte le potenziali conseguenze anche su ciò che si considera dibattito “pubblico” e con un potenziale affievolimento proprio del senso critico. In Italia si dà invece un’attenzione costante alla contestualizzazione di opere e autori, cosa che si può fare solo con strumenti esterni al testo stesso, cioè banalmente agli studi sul testo (cioè leggendo libri), o grazie alla lezione frontale stessa, cioè si storicizza maggiormente. La filosofia, per esempio, è quasi sempre storia della filosofia (anche presso quegli accademici che si definiscono filosofi tout court). Il rischio naturalmente è quello di risolvere qualsiasi cosa nel suo contesto, qualsiasi novità nelle sue premesse storiche, anche qui con conseguenze culturali più ampie, per esempio su cosa si intende per trasformazione, responsabilità, decisione.
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2 thoughts on “Universitaet 2

  1. il mio cruccio più grande rispetto ai miei studi umanistici è proprio questo, aver letto libri di commento a testi che a volte non erano neanche in programma.
    “conosco” la critica, “conosco” il periodo storico, “conosco” il contesto culturale ma,ahimè, non ho letto l’autore

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