Immigrazione. Il re è nudo

"Nel senso che esasperando la paura si produce un nemico ma non si risolve il problema". Lo spiegano qui Giuliano Amato, uno dei primi presidenti del consiglio e firmare accordi internazionali con Paesi del Mediterraneo per il rimpatrio di immigrati irregolari e Massimo D’Alema, ministro degli esteri che firmò l’accordo con la Libia nel 2007 (che prevedeva pattugliamenti congiunti nelle acque libiche, ma non respingimenti in acque internazionali, che come tutti sanno creano problemi sostanziali nel rispetto delle convenzioni internazionali e non permettono l’esercizio del diritto di asilo politico). Sono stati firmati accordi anche per lo sviluppo economico dei Paesi da cui partono  i migranti e azioni congiunte contro la criminalità, conformemente a un approccio che Amato e D’Alema definiscono "globale". L’Italia di oggi è plurale e multietnica e lo sarà sempre di più. Gli immigrati sono già un patrimonio, che le politiche dei governi devono far fruttare. Il contrasto all’immigrazione illegale non può invece essere condotta in modo da danneggiare i regolari e da tentare di creare una società impaurita e chiusa, perennemente sulla difensiva fino all’intolleranza.

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2 thoughts on “Immigrazione. Il re è nudo

  1. a proposito del tema delle narrazioni e di quello dell’immigrazione vi propongo questo testo:

    “Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso
    vestito per molte settimane.
    Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città
    dove vivono, vicini gli uni agli altri.
    Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo
    appartamenti
    fatiscenti.
    Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo
    pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
    Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi
    dialetti.
    Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente
    davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani
    invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
    Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
    Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre
    donne li
    evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è
    diffusa la
    voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando
    le
    donne tornano dal lavoro.
    I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma,
    soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro
    paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o,
    addirittura,
    attività criminali”.
    Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione
    del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti,
    Ottobre 1912.
    La relazione così prosegue:
    “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio
    e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni
    che
    gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non
    contestano il
    salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima
    relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i
    documenti di provenienza e a rimpatriare i più.
    La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

  2. Che bello sentir parlare delle persone come di un patrimonio. dici che”gli immigrati sono un patrimonio” ma ormai i termini del dibattito sono completamente diversi. Anzi purtroppo non è più un dibattito. Sono gesti violenti e coatti che si fanno nel nome del Paese. Gesti violenti che non potranno che generare altre violenze. Il Paese è cambiato e lo sappiamo tutti tranne quelli che fanno leggi e decreti. Che dire? Che non mi sento rappresentato?
    M.

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