“Identità arricchite e osmosi delle esperienze”

Qualche giorno fa il presidente del consiglio ha parlato chiaramente contro un’Italia multietnica, dandoci il senso della sua visione per l’Italia del futuro e del presente e attribuendo coerenza e leggibilità alle varie azioni dell’esecutivo rispetto all’immigrazione, regolare e clandestina. In questo modo ha aperto un dibattito fondamentale e chiaro, quindi generando forse inconsapevolmente una opportunità politica e soprattutto culturale, come segnalavo qui. Con il documento di Bagnasco di oggi, le gerarchie cattoliche hanno dimostrato di voler partecipare e sostenere questo dibattito (altri soggetti, politici e sociali, per ora tacciono), con una visione radicalmente differente a quella prospettata dal governo. Il documento (qui) è particolarmente articolato e spazia su varie tematiche (per l’immigrazione va visto il punto 8), ma vale la pena di essere letto. Due domande sono molto interessanti: "Che cosa facciamo per contribuire a che i figli dei Paesi poveri non si vedano costretti ad affrontare qualunque rischio pur di darsi una speranza di vita?"; e la seconda: "Cosa facciamo per assicurare un’effettiva integrazione agli immigrati che giungono nelle nostre città?". Le risposte alle due domande di fatto prospettano una vera politica per l’mmigrazione. Rimando al punto 8 del documento ma riporto due concetti che mi paiono molto intelligenti e utili: "Il territorio in senso antropologico è salvaguardato quando c’è, insieme ad un fondamentale rispetto, un coinvolgimento orizzontale che provoca l’incontro tra famiglie di provenienza diversa, un’osmosi delle loro esperienze, e uno scambio di forme culturali nel rispetto delle leggi da parte di tutti". E poco dopo: "Bisogna che scattino i meccanismi di una convivenza che, a partire dall’identità secolare del nostro popolo, si costruisce non in base a moduli autoreferenziali e oppositivi, ma, con passo aperto e dinamico,  diventa capace di incontrare altre identità, di contagiarsi positivamente secondo modelli interculturali, pur senza cedere ad una logica relativistica e priva di riferimenti marcati. È tempo cioè (…) che si approntino e si perseguano dei veri e propri «patti di cittadinanza» per i quali un’evenienza epocale come l’immigrazione cessa di essere una casualità e diventa occasione per un’«identità arricchita», in grado di accreditare anche dei riferimenti condivisi". Identità arricchita, patti di cittadinanza e osmosi delle esperienze. Una narrazione del tutto alternativa a quella che il governo sta tentando (inutilmente) di costruire, che si spera possa stimolare ulteriori esplicite riflessioni nella politica e nel Paese.

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One thought on ““Identità arricchite e osmosi delle esperienze”

  1. A proposito dell’importanza della molteplicità delle narrazioni, della necessità di una lettura complessa del mondo, consiglio un libro: “La metamorfosi della paura” di Roberto Escobar, editore Il Mulino

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