State buoni (se potete)

Lo commento subito, prima di sentire qualsiasi opinione terza. Che il presidente Napolitano inviti a una tregua politica e giornalistica sulle varie polemiche di questi mesi, in vista del G8 (qui) "data la delicatezza del momento", mi pare un’iniziativa fuori luogo e anche un po’ provinciale se devo essere onesto. Anche l’idea che l’immagine dell’Italia si difenda con questi silenzi di cortesia mi pare opaca.

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Scarti e tarocchi

Nella continua ricerca di foto-simbolo di qualcosa, in questo caso la foto-simbolo delle proteste in Iran, questa volta toccherebbe alla foto di una donna iraniana messasi di fronte all’auto di Ahmadinejad. Nella versione della foto che c’è in Youtube la donna mostrerebbe il dito medio al presidente, in quella di Twitter invece la donna sembra solo intimargli l’alt. Secondo il Corriere l’immagine ricorda quella del giovane cinese che ferma il carro armato in Piazza Tienanmen. Poi però ricorda, come fossero dettagli insignificanti, che della foto di Twitter non si sa nulla, nè la data, nè l’occasione, nè il luogo (nè tanto meno il senso direi) e che quella di youtube è taroccata. Poi in fondo, se la si guarda bene, la donna potrebbe non stare intimando alcun alt e lo sanno tutti che i teleobiettivi falsano le prospettive e quindi la donna potrebbe non essere neppure tanto vicina. Tutto questo dice molto sul nostro modo di considerare le notizie e le immagini, e sulla continua ricerca di "simbolica" da consumo, ma insomma alla fin fine di che cosa stiamo parlando?

Il primo disco non si scorda mai

Il primo disco che ho comprato era naturalmente in vinile, girava a 33 giri sul giradischi di "selezione" (gli impianti stereo di nuova generazione costavano abbastanza). Andai a comprarlo in un paese vicino con un amico, perchè dove abitavo non ne avevano copie. Avevo 13 anni. Costava 14.000 lire. Me lo dimenticai un paio di anni dopo in una radio dove lavoravo e naturalmente sparì. Si intitolava "Thriller".

Fathers and sons

In dieci giorni sui giornali si sono registrati almeno due commenti di statisti stranieri su corretti rapporti familiari. Il primo di Gheddafi, che afferma che le donne dovrebbero chiedere ai mariti o ai padri il permesso di guidare la macchina e non allo Stato. Il secondo di Obama, che ha esortato a essere "padri migliori". Il commento di Gheddafi rappresenta paradossalmente una posizione "laica", perchè la sua affermazione era una polemica nei confronti dell’Arabia Saudita, che per legge ha deciso di vietare la concessione della patente alle donne. Quella di Obama invece è interessante per un altro motivo, non tanto per il merito della frase, con cui tutti possono essere d’accordo, ma proprio perchè un uomo politico esprime un linguaggio "etico" che si pone come modello per gli altri. Non si tratta di una novità, ma al contrario si recupera un linguaggio politico antico come la politica stessa. Modello morale e linguaggio politico. Con tutti i problemi, le criticità e le opportunità che nell’epoca post-moderna tale connubio (comunicativo) può comportare. Per ora questa riproposizione, peraltro sempre presente nella tradizione americana, sembra essere, nella variante obamiana, un ulteriore elemento di una retorica politica (retorica in senso buono, o neutro) che filtra e miscela suggestioni etiche, religiose, civili e schiettamente pop. Se tutto questo poi si trasformerà in un rapporto tra politico e cittadini simile a quello tra icona mediatica e fans, o se invece davvero plasmerà un rinnovato senso della comunità e dell’impegno civile (come per ora sembrerebbe), lo capiremo strada facendo. Di sicuro i linguaggi della politica stanno mostrando una nuova vitalità.

Pinzillacchera

Niente di che. Ma nei vari tg quando parlano di ballottaggi e referendum continuano a mostrare immagini di scrutatori che usano il metodo di scrutinio espressamente vietato dal manuale del presidente e del segretario (almeno per come me lo ricordo e ammesso che non abbiano cambiato la procedura), cioè l’apertura delle urne e lo svuotamento delle schede sul tavolo con conseguente impilamento di schede per voto, che poi è il metodo più ovvio e quello seguito da tutti (mi auguro).Quello "regolare" sarebbe invece l’estrazione scheda per scheda e conseguente annotazione sul registro del segretario.