S.P.Q.R.

Da queste parti si discute sui giornali su come interpretare varie scoperte archeologiche recenti e degli ultimi decenni nell’area attorno a Parigi. Dalla cittadina di Nanterre, periferia di Parigi, sono emerse le prove di una notevole importanza nel periodo dell’invasione romana e tutto farebbe pensare a un centro di potere importante. Mentre a Parigi, o meglio Lutetia Parisorum, il nome romano della città gallica che era tutta compresa nell’attuale Île de la Cité, l’isola su cui sta Notre Dame per intenderci, nonostante i molti scavi fatti nel tempo non ha mai dato un solo reperto della città pre-romana. Insomma qualche archeologo mette in dubbio che Lutetia fosse davvero la "capitale" delle tribù galliche di questa zona dell’attuale Francia, ruolo che invece calzerebbe per Nanterre (che per una questione di mere proporzioni attuali in fondo sarebbe un po’ come dire che la capitale del ducato di Milano fosse Sesto San Giovanni) oppure ipotizza che fossero la stessa città, distrutta (Nanterre) e poi ricostruita poco più in là. Un ritrovamento degli anni ’70 viene ora rianalizzato. Pare infatti che fosse stato trovato un soldato abbigliato alla romana, ma anche alla gallica, morto in battaglia. Ora si azzarda che potesse essere membro di una tribù gallica (forse i Senoni) alleata dei Romani in una battaglia nota, quella vicino alla capitale dei Galli Parisii. Ora, siccome il guerriero è stato trovato nel giardino del Luxembourg (sic) che dista in linea d’aria meno di un chilometro da Notre Dame, cioè Lutetia, questo porterebbe prove che l’isola fosse proprio la città più importante. Però la considerazione non è risolutiva: Nanterre, o meglio Nemetodurum, è solo a 10 chilometri. Inutile dire che esiste un testimone di quelle vicende piuttosto autorevole, Giulio Cesare, che nel De bello gallico ha raccontato tutto quello che è successo per filo e per segno, nominando spesso Lutetia e mai Nanterre, parlando di una città sull’isola ed esprimendo anche una certa ammirazione. Nel tentativo di rileggere le sue informazioni speriamo che non si usi il principio interpretativo chiave dei Galli (almeno quelli di Goscinny e Uderzo): Sono Pazzi Questi Romani. (altre informazioni qui)

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