In gioco

Che i giochi al computer fossero una cosa seria lo avevamo detto in un post (poi ripreso scherzosamente anche dal blog Vita digitale del Corriere on line). Oggi Le Monde pubblica qui un articolo che sostiene più o meno le stesse cose, ma dando enfasi all’aspetto "pedagogico" di alcuni giochi ambientati nel presente (o con forti allusioni al presente), nel senso che insegnano a vedere le cose sotto aspetti molteplici e meno ingenui della semplice realtà (la chiosa è mia, ma penso corretta). A questo riguardo si citano giochi sul Darfur, sulla Palestina, sull’Onu (che non conosco). L’articolo è molto interessante, ma non dimentichiamo che i giochi non sono dati di natura e non hanno possibilità infinite (anche se sono molte di più di quante un giocatore possa esplorarne), ma nascono da una concezione delle cose, della storia, hanno un loro logica interna ed esprimono una cultura. Insomma non sfuggono ai rischi e alle seduzioni delle ideologie. Come la realtà.

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One thought on “In gioco

  1. In fondo anche nella realtà non ci sono possibilità infinite. E’ solo una bella ipotesi che ci piace continuare a credere. Per esempio io non sarò mai presidente degli Usa e nemmeno un giocatore del Real Madrid

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