Quo usque tandem…?

Ho provato anch’io facebook in latino, che è attivo da pochissimi giorni. La prima cosa che ho notato è che molte parole che gli sviluppatori non traducono in italiano, hanno trovato invece una sistemazione in latino. "Post" è "scriptellum", "home" diventa "domus", "link" è "legamen", "taggato" è "annotatus", e così via. Pur essendo corrette, sono poi divertenti espressioni tipo "mihi placet", che traduce il "mi piace" ma suona un po’ da Circo Massimo con pollice alzato (peraltro un mito hollywoodiano), oppure "scribere sententiam" che traduce "commenta", ma che suona molto giudiziaria e forense. Oppure ancora "gregem coniungere" che è "unirsi al gruppo" e forse l’involontaria ironia "pastorale" del congiungersi al gregge non è del tutto fuori luogo. Quella che preferisco è però "quid cogitas?", che non vuol dire solo "cosa stai pensando?", ma con una particella intensiva richiamerebbe anche l’idea del rimuginare e del macchinare, una domanda che Cicerone avrebbe potuto tranquillamente porre a Catilina stesso.