Due settimane e mezzo

Di sospensione del blog.

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Incidentati

Diciamo la verità, se ci sono due che litigano dall’altra parte della strada ci fermiamo un attimo a guardare, se uno tampona un altro al semaforo qualche minuto a vedere l’incidente lo perdiamo. Questo non vuol dire che siamo d’accordo coi maneschi e che ammiriamo il cretino che passa col giallo, ma solo che la nostra curiosità viene attirata per un po’ con un meccanismo normale che nulla  ha a che vedere con l’approvazione. La televisione ormai non fa altro che assecondare questo meccanismo e non è che dobbiamo pensare che chi si ferma a guardare risse televisive e finti dibattiti sia necessariamente un poveraccio. Poveracci sono sicuramente gli autori che sfruttano solo questo meccanismo essendo a corto di altre idee, ma soprattutto trovo vergognosi gli incidentati di professione, che animano queste risse, soprattutto quando mentono, sapendo di mentire, e quando portano argomenti pseudo intellettuali giocando su una finta autorevolezza che davvero sembra il latinorum del Manzoni, se non alcune scene di Totò. Questa volta (qui e qui) il gruppo di incidentati voleva difendere il cristianesimo in un modo che qualsiasi buon cristiano schiferebbe. Uno di loro seduto su un seggiolone invocando il nome di Vittorino da Feltre, in un modo del tutto fuori luogo, un’altra, che sicuramente Vittorino da Feltre non lo conosce, gridando "uccisi uccisi" secondo un suo schema mentale di reciprocità profondamente anticristiano (lo scrive Enzo Bianchi, per esempio), un terzo rimescolando e brandendo un armamentario intellettuale (che vede in Marcello Pera il suo massimo pubblicista) che fornisce argomenti alla carta a favore di un cristianesimo come religione civile, che non ha davvero alcun fondamento storico e direi neppure teorico. Stando dall’altra parte del marciapiede, per così dire, e vedendo questi rissaioli e incidentati professionisti, mi veniva in mente un passo con cui sant’Agostino indicava un atteggiamento diffuso rispetto alla religione: "C’è chi usa il nome di Cristo per i propri interessi personali e sembra come nascondersi dietro alla sua gloria, in questo modo pur avendo l’apparenza di cristiano non è altro che un eretico".

Senza titolo

Mentre tutti, ma proprio tutti, vogliono capire che cosa è successo a Stefano Cucchi, chi sono i responsabili di quel che è successo, perchè tutti, ma proprio tutti, hanno paura che possa capitare a un loro figlio, a un loro fratello, a un loro amico, e tutti, ma proprio tutti, sono vicini a una famiglia che sta facendo una lotta che serve a tutti, ma proprio a tutti, c’è un sottosegretario che con un qualunquismo e una disumanità disarmanti parla di zombie e di larve, di anoressia. Che squallore.

La banalità del bene, ovvero: Das tritt nach meiner Kenntnis […] ist das sofort, unverzüglich

Il 9 novembre 1989, durante una conferenza stampa convocata per le 18, gli fu recapitata la notizia che tutti i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine con un appropriato permesso, ma non gli furono date informazioni su come trasmettere la notizia. Dato che il provvedimento era stato preso poche ore prima della conferenza, esso avrebbe dovuto entrare in vigore nei giorni successivi, dando così il tempo di dare la notizia alle guardie di confine. Alle 18,53 il corrispondente Ansa da Berlino Est, Riccardo Ehrman, chiese da quando le nuove misure sarebbero entrate in vigore. Schabowski cercò inutilmente una risposta nella velina del Politburo, ma non avendo un’idea precisa, azzardò:

"Per quanto ne so immediatamente".

Decine di migliaia di berlinesi dell’Est avendo visto l’annuncio di Schabowski in diretta alla televisione, si precipitarono, inondando i checkpoint e chiedendo di entrare in Berlino Ovest. Le guardie di confine, sorprese, iniziarono a tempestare di telefonate i loro superiori, ma era ormai chiaro che – laddove non vi era stato adempimento spontaneo all’annuncio pervenuto via etere _ non era più possibile rimandare indietro tale enorme folla vista la mancanza di equipaggiamenti atti a sedare un movimento di tali proporzioni. Furono allora costrette ad aprire i checkpoint e, visto il gran numero di berlinesi, nessun controllo sull’identità fu eseguito.

Da Wikipedia

 

Cambiare pusher

Sia chiaro, io non ho niente contro l’uomo-falena, neppure contro i cerchi nel grano e neanche con il fatto che Praga sprigioni delle "energie misteriose" capaci di mummificare i corpi, al limite non ho neppure nulla contro l’idea di una civilità primigenia che lega tutte le culture tra loro e che naturalmente lega noi con delle civiltà aliene attraverso dei varchi, e neppure contro il pensare che Shakespeare fosse di Messina e evidentemente molto portato per le lingue. Certo non mi pare che il ripetere 50 volte la stessa cosa, per esempio che in una chiesa del savonese la via crucis si fa in senso antiorario come a Rennes le Chateau, e poi per 50 volte ripetere "e le analogie non finiscono qua" sia un esempio di ragionamento particolarmente stringente o di retorica particolarmente felice (infatti non lo classificano né Aristotele né Cicerone). Neppure mi pare che far fare i cerchi nel grano a un buontempone specializzato in questo,  riprenderlo in notturna, poi chiedergli come mai in alcuni cerchi ci sono tracce di metallo, sentire la risposta che giustamente dice che basta aggiungere polvere di metallo per rendere l’effetto migliore, possa dimostrare che "il mistero va avanti" (casomai il mistero è finito, no?). Un’altra cosa difficile da capire è come tutti questi "misteri" possano contemporaneamente arrivare alle proprie conclusioni. Gli extraterrestri avrebbero fondato tutte le civiltà, poi avrebbero trovato un varco a Praga, farebbero cerchi nel grano a gogo, farebbero volare uomini-falena in tranquille cittadine della provincia americana. Insomma in poche parole gli extraterrestri sarebbero scemi. Senza parlare di tutti gli altri misteri che non c’entrano con gli ufo ma che sono non dico impossibili, ma incompossibili sì (cioè non possono essere tutti veri insieme). Insomma un programma come Voyager, che presumibilmente vedono anche i bambini, è davvero un pericolo pubblico, da vedere con il bollino rosso, solo in presenza dei genitori. Il mistero invece è un altro: come il suo conduttore possa essere stato nominato vicedirettore di Raidue (ma per questo forse basta vedere il curriculum studiorum del direttore) e come il ministero dei beni culturali possa sponsorizzare il programma.

Post scriptum: Dopo aver postato, trovo tramite Wittgenstein un’altra recensione del programma, che dice, meglio, le stesse cose.

Guerra e pace

E’ molto interessante e bello che Umberto Veronesi abbia dato vita tramite la sua Fondazione a un movimento internazionale per la pace. Quello che mi ha sorpreso invece è stata la risposta che Veronesi ha dato a Fabio Fazio che gli chiedeva da dove gli provenisse l’ispirazione per questa idea. Veronesi si è dichiarato "seguace del Sant’Agostino filosofo" che considerava il male come un nulla. Tutto vero, ma l’Agostino filosofo è forse il primo e certamente uno dei più lucidi teorizzatori dell’inevitabilità (ontologica, non politica) della guerra. Gli viene addirittura attribuita la paternità dell’idea moderna di "guerra giusta" (su questo non sono d’accordo). Radicata nella natura umana per ragioni teologiche e antropologiche – che qui non accenniamo – la guerra in Agostino è un’esperienza storica e umana destinata a riproporsi continuamente. Bello e audace quindi il progetto di Veronesi, ma se vuole trovare una paternità filosofica forse è meglio che si rivolga ad altri santi filosofi.