Incidentati

Diciamo la verità, se ci sono due che litigano dall’altra parte della strada ci fermiamo un attimo a guardare, se uno tampona un altro al semaforo qualche minuto a vedere l’incidente lo perdiamo. Questo non vuol dire che siamo d’accordo coi maneschi e che ammiriamo il cretino che passa col giallo, ma solo che la nostra curiosità viene attirata per un po’ con un meccanismo normale che nulla  ha a che vedere con l’approvazione. La televisione ormai non fa altro che assecondare questo meccanismo e non è che dobbiamo pensare che chi si ferma a guardare risse televisive e finti dibattiti sia necessariamente un poveraccio. Poveracci sono sicuramente gli autori che sfruttano solo questo meccanismo essendo a corto di altre idee, ma soprattutto trovo vergognosi gli incidentati di professione, che animano queste risse, soprattutto quando mentono, sapendo di mentire, e quando portano argomenti pseudo intellettuali giocando su una finta autorevolezza che davvero sembra il latinorum del Manzoni, se non alcune scene di Totò. Questa volta (qui e qui) il gruppo di incidentati voleva difendere il cristianesimo in un modo che qualsiasi buon cristiano schiferebbe. Uno di loro seduto su un seggiolone invocando il nome di Vittorino da Feltre, in un modo del tutto fuori luogo, un’altra, che sicuramente Vittorino da Feltre non lo conosce, gridando "uccisi uccisi" secondo un suo schema mentale di reciprocità profondamente anticristiano (lo scrive Enzo Bianchi, per esempio), un terzo rimescolando e brandendo un armamentario intellettuale (che vede in Marcello Pera il suo massimo pubblicista) che fornisce argomenti alla carta a favore di un cristianesimo come religione civile, che non ha davvero alcun fondamento storico e direi neppure teorico. Stando dall’altra parte del marciapiede, per così dire, e vedendo questi rissaioli e incidentati professionisti, mi veniva in mente un passo con cui sant’Agostino indicava un atteggiamento diffuso rispetto alla religione: "C’è chi usa il nome di Cristo per i propri interessi personali e sembra come nascondersi dietro alla sua gloria, in questo modo pur avendo l’apparenza di cristiano non è altro che un eretico".

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One thought on “Incidentati

  1. Interessi personali, è questo il fine. Pochi pensano al benessere di tutti con lungimiranza Questi incidentati di professione che non conoscono il rispetto e l’educazione, lasciamo stare la cultura, sono assecondati nei loro atteggiamenti da una conduttrice inesistente e mi chiedo se gli autori siano solamente a corto di idee oppure la loro vera idea era semplicemente finalizzata ad avere un alto ascolto che ormai si ottiene solo con programmi a scarso o inesistente contenuto culturale e dove regnano le risse verbali. Che peccato, io che sono culturalmente scarsa ma che ama conoscere e sapere, vorrei tanto, dopo una lunga giornata di lavoro, vedere programmi che sappiano attirare la mia curiosità e sete di conoscenza, programmi ideati con intelligenza che tengano conto della formazione che trasmettono.
    Cosetta

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