Su una campagna pubblicitaria

La campagna pubblicitaria della Lorenzo Marini & Associati per il consiglio nazionale dei commercialisti mi piace molto. All’agenzia era stata chiesta una campagna che legittimasse il ruolo dei commercialisti nelle trattative istituzionali (come si evince da qui) e la scelta di comunicazione multisoggetto è stata secondo me molto felice. Qui e qui alcuni esempi (ma qui secondo me il bodycopy, il testo, è bello ma paradossalmente parecchio ideologico). Il soggetto più interessante a mio avviso è questo, con il payoff "L’ottimismo prevede un duro lavoro", che ha un valore culturale notevole di questi tempi. E la parola "sacrificio" associata al lavoro e al passaggio generazionale è presente in molti dei testi. Anche l’art direction è molto riuscita, per quanto in alcuni manifesti ricordi altre campagne. Naturalmente si potranno dire peste e corna dei commercialisti e si potrà dire che le parole chiave della campagna sono la riproposizione di una vecchia retorica, ma a me pare che tra le varie retoriche possibili quelle del lavoro che costruisce l’ottimismo (anzichè il contrario, come abbiamo sentito dire spesso) e dell’impegno per la generazione successiva (in Italia è da 30 anni che la generazione successiva viene impoverita da quella precedente) siano in questo momento tra le più utili. E forse preludono a un cambiamento di mentalità collettiva.

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