La Madonna Nera di Rosarno

La protettrice di Rosarno è una Madonna nera, la Madonna di Pathmos, la cui statua è stata miracolosamente trovata sulle spiagge vicine, nel XVI secolo, prima di un terremoto. E che i terremoti siano di casa lo testimoniano i nomi di alcuni quartieri, che fanno riferimento a ricostruzioni successive, "quartiere Case Nuove", "quartiere Baracche". Il centro di Rosarno è molto simile a quello che penseremmo essere una periferia, molti palazzi fatiscenti, in alcuni anche se con fatica si possono leggere le scritte mussoliniane di 70 anni fa. Pochissimi negozi. Un corso Garibaldi che ha perso qualsiasi attrattiva nel corso degli anni. Altri quartieri centrali hanno strade strette come rughe, male asfaltate. In alcune zone periferiche di questo paesone le strade l’asfalto (almeno era così fino a qualche anno fa) non ce l’hanno neppure. Un territorio che la ‘ndrangheta non ha neppure bisogno di controllare. Si controlla da sè, in un certo senso. Una emigrazione verso il nord e verso l’estero che rimane costante. Un tessuto sociale di brava gente, certo, ma che resta innegabilmente ambiguo e paludoso. Un commerciante un giorno mi ha spiegato che il problema di Rosarno, rispetto ad altre zone della Calabria, è che non ha una ‘ndrangheta "illuminata". "E che vuol dire?". "Vuol dire che in altri paesi aspettano che il tuo negozio o la tua attività crescano e poi ti chiedono un pizzo unico, sostenibile, e tu lo paghi come tassa. A Rosarno invece non aspettano, vengono in tanti, e non riesci a lavorare, quindi chiudi, anche prima che ti mettano la bomba alla saracinesca". Poi i soldi li investono all’estero, seguendo le direttrici dell’emigrazione. Quindi impoveriscono il paese due volte. Il Comune è commissariato, come avviene periodicamente, perchè "infiltrato" dalla mafia. Un livello di sopportazione del sopruso che va ben oltre il fatalismo e diventa acquiescenza. Negli ospedali si muore, molto più di quanto dicano i giornali. Si lavora solo ed esclusivamente in nero. O si va via. Per questo quando ho letto della rivolta di Rosarno pensavo che a rivoltarsi fossero stati i Rosarnesi. Invece no. Perchè un paese di 20-25 mila abitanti ha nelle sue campagne un capannone in cui vivono 1500 sfruttati stranieri. Lavorano nelle campagne per 2-4 euro l’ora. Alcuni di loro sono "ridotti in schiavitù", lo dicono le sentenze dei tribunali, ridotti in schiavitù da Italiani naturalmente. Molti di loro sono clandestini soltanto perchè lavorano in nero. Alcunu sono rifugiati politici con tanto di documenti. Non hanno portato criminalità. Ogni tanto qualcuno spara loro addosso. Vivono in condizioni disumane e sono lì perchè le loro braccia servono. Grazie a gruppi di volontari rosarnesi hanno da poco qualche bagno chimico, coperte e altro, ma non ancora l’acqua. Il gruppo "Gli Africani salveranno Rosarno" è anche su facebook e tempo fa anche Saviano ne parlò. La rivolta di Rosarno non è un fenomeno come un altro. Lega a doppio filo il destino dei Rosarnesi e quello degli immigrati. Se non si aiutano concretamente e civilmente questi ultimi,  saranno i primi a essere inghiottiti. Non è un semplice scontro tra vecchi e nuovi cittadini, ma il segno di una disgregazione che parte da lì ma si mangia tutto il Paese in pochi anni. Spero che il governo se ne occupi finalmente, che il ministro Maroni capisca davvero cosa c’è in gioco e ci lavori, al di là degli ideologismi e delle varie amenità, magari lontano dalle tv se questo lo condiziona. E che la Madonna Nera getti un occhio.