Un dettaglio stonato

Non vale neppure la pena di commentare la lettera aperta di Berlusconi sulla vicenda di Eluana Englaro alle suore. Come non vanno commentati neppure i manifesti di certi gruppi "miliziani" (o falangisti tout court?) che pure girano sul web. E naturalmente non assimilo i due tipi di opinione. E quello che penso sulla vicenda di Eluana l’ho scritto un anno fa. Sono rimasto colpito invece da un dettaglio della manifestazione di un circolo romano del Pd, a cui hanno partecipato Mafai, Marino e Scalfarotto (dei quali, va detto subito, condivido la battaglia per una legge sul fine vita). Il dettaglio è il titolo della manifestazione "Veglia laica per Eluana". Francamente non capisco l’aggettivo. La parola "veglia" (senza aggettivo) non ha infatti una coloritura non laica, che necessiti una spiegazione per opposizione. Quindi il problema non è semantico. Non capisco neppure in cosa si sostanzierebbe la laicità della veglia. Può partecipare solo chi si dichiara laico? E che vuol dire? Non si è sempre detto che si può, anzi si dovrebbe, essere laici anche se credenti? Se un gruppo di credenti si riunisse in una veglia per Eluana, e magari dicesse un rosario, sarebbe con ciò stesso meno laico? Naturalmente non si può dimenticare la posizione espressa dalle gerarchie cattoliche italiane sulla vicenda (per quanto poco la cosideri corretta anche da una prospettiva cristiana rimando al mio post citato). E quindi immagino che la "laicità" della veglia sia semplicemente esprimere il disaccordo con l’alto clero italiano (o la sua parte dominante). Ma usando la parola veglia laica si ingenera l’equivoco che esista una contrapposizione insanabile tra una posizione laica e una non laica (che viene poi affidata alle gerarchie). Cioè si rinuncia, nel gioco trito e ritrito (e comodo) delle contrapposizioni che si tengono una con l’altra, a dialogare con una parte importante di credenti, non quelli che si sentono comodi nella posizione dominante della gerarchia, ma quelli, che sono la maggioranza, che sentono che le opinioni della CEI su questo punto sono sbagliate. Un aggettivo di troppo, a mio parere, che invece di essere inclusivo, oggettivamente esclude, che ammicca troppo ai "nostri" e che per me, lo dico sommessamente, è suonato stonato.

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