Ontologia della firma, ovvero situazione grave ma non seria

E’ impossibile seguire il dibattito sulle firme mancanti a Formigoni, anche perchè ha preso dei tratti da commedia degli equivoci, con gente che raccoglie firme per difendere i cittadini dal fatto che non avevano firmato prima ma di sicuro lo volevano fare, con un ministro della difesa (quello che in teoria ha i carri armati) che dice "non rispondiamo delle nostre azioni", con quelli che fanno distinzione tra democrazia formale e sostanziale (e poi mettono il consiglio dei ministri il giorno dell’udienza di un processo di cui loro stessi avevano indicato la data e che viene così "legittimamente impedito") e con molto altro. Siamo alla metafisica, o alla metapoetica, sulle condizioni di esistenza dell’atto formale della raccolta delle firme, che però non sono condizioni di legittimità della presentazione della lista, ma segno di una intenzione del popolo garantita e certificata dai partiti, che esprimono le liste. Scherzo, naturalmente. Quello che però è impossibile non cogliere è che chi governa l’Italia, oltre alla Lombardia e a Milano (che sono il palco di tutta l’operetta metafisica) per un loro errore organizzativo, per una loro incapacità o sottovalutazione, hanno imposto all’opinione pubblica un tema che non ha alcun senso, cioè se siamo pro o contro le firme taroccate. Questo vale per le firme, ma chi è che non vede ancora che vale anche per il modo e l’improvvisazione con cui il nostro Paese viene governato da quindici anni?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...