I lupi nel gregge

Con il buon senso posticcio che caratterizza il suo stile e spesso il suo pensiero, Vittorio Messori scrive oggi un articolo improntato all’"esperienza personale", con cui tenta di fare passare la pedofilia come una pratica diffusissima in praticamente ogni ambiente. Addirittura negli anni ’60 il "bottino" di ragazzini sarebbe stato un benefit di cui parlare apertamente ai colloqui di lavoro in collegi (laici, naturalmente) o strutture con internato. Per non parlare poi di quanto rivelato da una capitano di mare un po’ alticcio al giornalista su mozzi imberbi e ragazzini. Naturalmente Messori non fa nomi, non dice se abbia mai sporto denuncia, non chiarisce circostanze. Solo, ci tiene a precisare, quando si parla della pedofilia nella Chiesa allora la cosa fa notizia, in tutte le altre situazioni no. Insomma la pedofilia nei chierici è il solito complotto anticlericale. A cui rispondere con il fiato corto degli intellettuali di posizione, con i distinguo, con i se e con i ma, con un senso di resistenza passiva, di partito preso, di realismo irrealistico. Se non fosse che il papa ha finalmente chiesto "trasparenza assoluta" (e qualcuno comincia a praticarla), i lupi ringrazierebbero.

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