Voto Civati

Essendo impegnato all’estero, non mi sarà possibile essere presente alla giornata elettorale di Giuseppe Civati a Monza, il prossimo sabato mattina. Voterò però Civati alle prossime elezioni regionali della Lombardia. Lo avevo già fatto cinque anni fa, per amicizia e per conoscenza delle sue motivazioni. Questa volta il mio voto è determinato da altre considerazioni. Civati ha interpretato il suo mandato come un percorso aperto, inclusivo, e ha già dimostrato come possano tornare a essere essenziali per la politica la comprensione dei problemi, la cultura, lo studio dei fenomeni, la capacità di leggere il presente con pragmatismo, senza buonismi e senza cattivismi. Si è visto nel suo impegno per comprendere senza ideologismi il fenomeno dell’immigrazione e il rapporto delicato tra crescita e consumo del territorio, nella sua opposizione documentata su almeno questi temi (ma non solo) a decisioni del governo lombardo, ma anche nella sua capacità di creare una terza opzione al governo del suo partito durante il congresso dell’estate scorsa e paradossalmente pure dagli attacchi di un giornale come il Foglio che, mi è parso di capire, lo ha accusato di essere troppo colto. Un elemento per così dire "narrativo" della sua azione di politico e di intellettuale mi ha colpito in particolare, e cioè la scelta di fare del suo blog, che a chi legge da esterno come me sembra delineare un percorso vero in tempo reale, non uno spazio di comunicazione a senso unico, come avviene spesso per i politici, ma come uno strumento di creazione di una linea politica da un paio d’anni molto riconoscibile, che passa attraverso fasi ben distinte che hanno dato vita prima una sorta di racconto politico individuale e in seguito a un luogo per testare flessibilmente proposte vere. Il fatto che spesso anticipi di giorni o settimane la linea della dirigenza nazionale significa una cosa che per me è importante, cioè l’uscita chiara dal sogno di cooptazione che caratterizza molti della sua (nostra) generazione, a favore di un’assunzione di leadership fondata su idee e capacità. E’ l’altra faccia della Lombardia, quella che potrebbe assomigliare alla Catalogna dinamica e sicura degli anni ’90 o alla Baviera delle tradizioni e dell’apertura. Si candida a Monza e Brianza.

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2 thoughts on “Voto Civati

  1. Ecco. Alloro posso votarlo anche io, anche se il mio comune (milano) non è nell'elenco dei comuni in cui si può scrivere civati? Sto facendo veramente fatica a informarmi sui candidati al consiglio regionale. E' perchè non so usare i motori di ricerca?Oppure perchè sono gravemente disinformata? Oppure?maddalena.

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