Bentornata politica

Il contrario di cinismo non è idealismo o utopia, ma pragmatismo, che a sua volta media tra realismo e idealità. L’ho sempre pensato e ne ho avuto conferma nella bellissima giornata politica organizzata a Milano dal solito Civati (prossimo sindaco di Milano? si accettano scommesse). La cosa più impressionante, almeno per me che normalmente non frequento questi ambienti, è stato il livello dell’elaborazione intellettuale dei relatori (che tra l’altro hanno pure fatto vedere che in dieci minuti si può fare un discorso da capo a piedi). Gli spunti sono stati molti, tutti concreti, tutti oltre il politically correct consunto di un certo linguaggio politico corrente. Mi ha colpito in particolare il breve "speech" di Ilda Curti, assessore ai servizi sociali e all’integrazione a Torino, con alle spalle dei bei risultati nella sua funzione amministrativa, che ha centrato senza paura alcuni elementi di linguaggio e di pensiero politico. Perchè trent’anni fa un operaio con la quinta elementare poteva decidere di leggere Gramsci (e lo capiva)? Perchè la politica, si risponde Curti, non aveva ancora abdicato alla sua funzione "pedagogica". Sembra una provocazione passatista, il solito malinteso senso di superiorità di una sinistra salottiera. Invece no. E l’ho capito grazie allo stimolo della Curti e ai suoi esempi. In fondo, qui sono io che forse interpreto indebitamente, una pedagogia è implicita in tutti i linguaggi della nostra contemporaneità, ad esempio quello televisivo. La Lega stessa esercita un ruolo di questo tipo, nel suo modellare una cultura condivisa. Si tratta però, a mio avviso, di pedagogie inconcluse. In che senso? Nel senso che certo conducono a delle visioni del mondo, alla trasmissione di idee e comportamenti, ma non producono una riflessione critica su se stesse e sui propri fondamenti, riescono a presentarsi come complesse narrazioni, ma a patto di tenere sempre instabili alcuni elementi chiave, di non risolverli mai. Al contrario la necessità del comprendere i fenomeni, economici, culturali, politici, l’idea che i fenomeni si possano comprendere, che la conoscenza stessa sia un atto politico, individuale e collettivo, perchè allo stesso tempo implica la crescita personale e quella della società, è quel tipo di pedagogia a cui allude la Curti. E in fondo è il contrario del populismo, che sottrae ai singoli la possibilità di crescere nella responsabilità, proponendo questa sottrazione come una liberazione. In questo senso dire "ruolo pedagogico" della politica non risulta un’espressione vuota o tanto meno inerte, non si tratta di parole, ma di pensare le cose diversamente e di individuare un senso di marcia. E direi anche un diverso profilo del personale politico.

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11 thoughts on “Bentornata politica

  1. 2 volte complimenti gianluca. il tuo post è interessante e ci fai scoprire Ilda Curti, che mi sembra dal suo intervento di grande levatura. La riflessione sull'integrazione che fa  la più chiare e (grazie a dio concisa) che ho mai letto. Spiace di non poterla votare (sono di milano) e conferma la qualità di Chiamparino.COndivido tutto e la mia paura è sempre la stessa.. essere gli "azionisti" del terzo millennio. Dire le cose giuste ma inascoltati. LA funzione pedagogica ha fatto grande un partito come quello comunista nel passato, ma era una concezione di partito in qualche modo maggioritaria e condivisa nel paese. Anche la DC sentiva questo dovere e governava le pulsioni del suo elettorato. MI sembra che ora questo modo di pensare la politica sia diventato elitario e minoritario.O forse abbiamo bisogno di una sintesi che riesca a dire queste cose con gli strumenti della comunicazione moderna. In un certo senso credo sia quello che è riuscito a Vendola. Civati Sindaco non credo… per quella carica immagino che candideremo Penati no?cordialissimamente.

  2. http://civat[..] Stare in mezzo Non è guardare ai moderati o al grande centro. Non è non prendere mai posizione tra due questioni. Non è dire ‘ni’. Non è dire una cosa, poi il suo contrario. Non è fare compromessi. Stare in mezzo è mediazione. Lo spiega Ilda, nel post [..]

  3. Che sia una questione di persone?Da vent'anni il centrosinistra mima le posizioni del centrodestra senza avere 1) le enormi capacità da piazzista di Berlusconi e 2) il populismo di pancia della Lega. L'episodio dell'imprenditore che paga le rette per i bimbi rimasti senza mensa nel bresciano é indicativa. Trattasi di persona onesta, che sa benissimo cosa vuol dire integrazione e immigrazione, elettore di Formigoni e che nella lettera dove giustifica il proprio gesto indica al centrosinistra, con una bella frecciona lampeggiante al neon, dove infilare il cuneo: "Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare 'partito dell' amore?'. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia? Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro?".Ecco, ritengo che l'obiettivo principe del futuro centrosinistra – quello che va oltre, per intenderci – dovrà essere quello di dare una VERA, CHIARA e VISIBILE alternativa politica, sociale e amministrativa a persone come questo imprenditore. Cittadini moderati, pensanti, solidali (e costituenti quell'esercito di 1) votanti a destra per abitudine/piccola convenienza/conoscenze personali e 2) nonvotanti) che semplicemente non vedono l'ora che qualcuno ritrasformi la politica dalla cosa sporca, malsana e puzzolente che é ora, alla cosa "solo" fastidiosa che é sempre stata e che non ha mai disturbato troppo.

  4. Di questa pagina mi piace tutto. Vivo, però, un po' di sconforto, da trasformare in energie positive, si intende :)Dal mio blog:Abito a Solbiate Olona (5.600 abitanti, Varese) e qui non si sono mai verificati episodi particolari che vedevano protagonisti gli stranieri “residenti”. Anzi, di stranieri ce ne sono davvero pochi. Stojano non lo conosce nessuno. Ho scritto “residenti” perché qualche furto ad opera degli zingari – si dice – c’è stato (si dice che siano zingari perché non rubano l’oro, gira questa voce, che secondo me è la più grossa fesseria del secolo, ma tant’è). Bene, nessun episodio di-quelli-che-si-leggono-sui-giornali, ma la Lega è il primo partito, con oltre il 30% dei consensi. Se non ci fosse la televisione, ai leghisti riderebbero in faccia, come fa il gorilla del Crodino (cit.).

    Come si fa pedagogia in questi casi? Mi travesto da televisore? Come si esce dal tunnel? Forse è così ovunque, forse questo problema c’è anche nelle grandi città, ma credo che ci sia un po’ di più nella profonda provincia del profondo nord.

  5. Questo discorso sulla funzione pedagogica della politica l'ho sentito dire da uno certo Aly Baba Faye ex responsabile immigrazione dei DS. Ricordo "la sinistra non deve rincorrere gli umori e le paure perché sarebbe come rinunciare alla funzione pedagogica della politica.

  6. ah, @4, non che sia il centro della questione (a proposito di pd e uomo della strada) ma la sig.ra Ilda Curti, che ha scritto anche il commento 2, è assessore ai servizi sociali e integrazione del comune di torino.

  7. La ragione per cui il PD perde ed è destinato a perdere sempre di più è storica. La faccio breve: con il venir meno della distinzione netta tra destra e sinistra conseguente alla fine della guerra fredda e il crollo dell'unione sovietica, si è delineato uno scenario socio-politico molto diverso dal precedente, caratterizzato dall'emergere della tensione con il fronte islamico concomitante alla crescita della realtà cinese. Scenario che la "sinistra" in italia non ha compreso. Le idee della Sig. Curti (buona amministrazione, democrazia, corpi intermedi) sono giuste ma non sono prerogativa del PD. L'aiuto ai marocchini, ai rom e agli stranieri in generale invece sembra esserlo. L'uomo della strada( e non solo) vede nei programmi del PD qualcosa di condivisibile anche dalla "destra" con in più questa tendenza a stare dalla parte del nuovo polo "extracomunitario" che la trasformazione sociopolitica mondiale ha creato. Il problema fondamentale è che, mentre il polo di riferimento della vecchia sinistra era rappresentato dall' Unione Sovietica, la quale pur con tutti i suoi difetti tendeva ad appoggiare i partiti di sinistra e a condividerne gli ideali, il nuovo polo "extra" occidente (i governi islamici per esempio, ma anche la cina) non solo non appoggia i partiti della nuova sinistra ma non intraprende neppure una strada di integrazione da parte sua, schierandosi il più delle volte su posizioni opposte a casa sua. Lo svantaggio è quindi notevole soprattutto se non si comprende la situazione e non si adotta il linguaggio adeguato.Rispondo infine alla domanda perché l'operaio di oggi non legge Gramschi: semplice oggi Gramsci non c'è. L'operaio diplomato o laureato di oggi è più aggiornato legge internet (Es. il blog di Briguglia) o i testi sulla globalizzazione (Sloterdijk per esempio) e aspetta con ansia che qualcuno del PD molli Gramsci e faccia lo stesso.Non so perchè ho perso tempo a scrivere che tanto Gianluca questa non me la pubblica…   

  8. Caro Gianluca, vedi che andare Oltre serve? Ho letto il tuo commento e mi ci ritrovo. Anzi, sei andato oltre e hai esplicitato ancora meglio quello che io ho detto sabato e penso da tempo (e discuto molto con quelli che condividono con me "l'approccio del marciapiede" ma mai con chi il marciapiede non lo vede e non ci perde del tempo). Perchè ad "ascoltare" la gente ti viene una grande tristezza se non riesci a inoculare enzimi di pensiero complesso (i rom sono ladri bruciamoli..non si risponde "sono esseri umani e non è giusto" oppure “in effetti c’è un problema di sicurezza ma la colpa è di Maroni .. si risponde con pazienza che i processi di integrazione sono convenienti, che spendere per mandare i bimbi rom a scuola è un investimento anche per te e per la tua sicurezza e poi, se governi localmente, lo fai anche se ti fa perdere consenso, perché a medio-lungo termine è la strada giusta per dare risposte vere).Gli enzimi di pensiero complesso servono a non semplificare, a non dare risposte semplici di fronte a domande complesse. La parola solidarietà è straordinaria, ma non ti serve a niente se ti chiami Vito. Vito che ha 59 anni, ha perso un braccio facendo per 40 anni il muratore in nero, abita una casa popolare e si vede tolti i suoi 400 euro al mese di assegno di disoccupazione perché è diventato proprietario insieme ai suoi 5 fratelli di un campo di pietre in Barbagia ereditato alla morte della madre, e per il nostro sistema di Welfare risulta “proprietario e possidente”. E deve scegliere se pagare le bollette, l’affitto della casa o la spesa. Lui, alla parola solidarietà, ti spacca la faccia e gli è più facile pensare che è colpa di Stojano, rom bosniaco suo vicino di pianerottolo, anche lui disperato ma più giovane e più in salute. Ascoltare la gente significa non appiattirsi su quello che Vito vorrebbe sentirsi dire (e sente dalla Lega: prima gli italiani..che poi non è neanche vero), ma assumersi la responsabilità di dargli risposte, di stare in mezzo, di spiegare e far crescere una consapevolezza e una visione meno barbara del nostro stare insieme. Pedagogia e responsabilità, questo mi aspetto dalla politica. Coraggio nel ripensare ai modelli sociali ed economici. Coraggio nell’affrontare un welfare che non dà risposte a nessuno e che genera guerra tra poveri. Destinato in futuro a dare sempre meno risposte. Pedagogia, perché viviamo in una società atomizzata, parcellizzata. Dove senti al massimo vicinanza con i tuoi vicini di scala se hai un pusher fuori dal portone. Ma solo se li conosci da tempo, perché se sono una onestissima famiglia marocchina pensi che sia colpa loro se hai il pusher sotto casa. Serve buona amministrazione, certo. Serve anche la politica, come esercizio di democrazia e di pensiero collettivo. Servono i corpi intermedi della società – quelli che stanno tra gli individui, gli interessi e i rappresentanti della politica. Serve la grana fine. Il microscopio e il telescopio insieme. 

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