L’inferno sono gli altri

Non sono riuscito a trovare il discorso integrale di Mons. Scicluna in cui dice, riportato da tutti i giornali, che per i preti pedofili "l’inferno sarà più terribile". Le citazioni di Scicluna chiamerebbero una serie di riflessioni, che però non faccio non essendo riuscito a leggere il discorso nella sua interezza. Una cosa però la si può dire. Dopo la morte, la chiesa non ha alcuna giurisdizione sull’inferno e neppure sul paradiso. Per il purgatorio le cose stanno diversamente. E fu inventato proprio per questo, 1000 anni dopo Cristo. Anche la scomunica, per esempio, cessa una volta che lo scomunicato muore, né la chiesa può vincolare Dio nel suo giudizio. Quindi l’affermazione di Scicluna è importante, dal punto di vista retorico e politico, per così dire, ma teologicamente del tutto impropria. In attesa di risolvere la questione sull’al di là, io insisterei sulla giustizia terrena.

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Scusate un attimo

Ma Mussolini che diari ha scritto? Questi? O questi? O questi? No, perchè io ho letto quelli di Galeazzo Ciano, tra l’altro molto belli, ma di Mussolini non sapevo. Però se ne parla anche Canfora, che di falsi se ne intende, sarà vero.

I titoli li fa Escher

Nella definizione di razzismo è compresa la convinzione che ci siano differenti capacità intellettive tra razze diverse, con conseguente superiorità di una razza sull’altra. Ecco perchè il titolo del corriere on line di oggi, (che parla di una ricerca scientifica sugli aspetti neurologici del pregiudizio) che dichiara che "il cervello dei razzisti funziona diversamente" suona paradossalmente razzista. Poi come al solito se uno legge l’articolo le cose sono un pochino sfumate e le conclusioni sono che "bisogna educare all’empatia" (e un po’ lo sapevamo).

C’è crisi, c’è grossa crisi

Il rapporto dell’Istat è come sempre molto prezioso (si può scaricare qui) e insieme al rapporto del Censis (che di solito esce alla fine dell’anno solare) è tra le letture più utili per cercare di capire la situazione del paese. Il rapporto di quest’anno (molto molto duro) è sulla crisi, ma la prima pagina strappa un sorriso: dopo una citazione, poco significativa, dell’Economist (poi perchè l’Economist in prima pagina Istat?), l’estensore del rapporto, che si rivolge al Presidente della Camera, sottolinea che insomma le statistiche sono fondamentali per comprendere, per agire, per sviluppare, ma pure l’Istat non c’ha una lira:

"Non posso però non segnalare l’insostenibilità del bilancio dell’Istat a partire dal 2011, come certificato dai revisori dei conti. Senza modifiche alla situazione attuale, l’Istituto sarà obbligato a sospendere gran parte della produzione statistica, peraltro obbligatoria a norma dei regolamenti europei. Infine, ricordo che, a meno di diciotto mesi dalla data fissata dalla normativa comunitaria, i censimenti generali del 2011, i quali forniscono dati indispensabili al funzionamento delle istituzioni repubblicane, non sono stati ancora indetti e finanziati. Auspico che, pur nelle difficoltà di bilancio, si trovino le risorse per non mancare questo appuntamento, in particolare il censimento della popolazione, il quale, nei 150 anni della storia italiana, si è sempre tenuto puntualmente, eccetto che nell’anno 1941".

Almeno qualcuno festeggia

Mentre in Italia i 150 anni dell’unità e dell’indipendenza italiana sembra che nessuno li voglia festeggiare (per il semplice fatto che un partito di governo ha nell’articolo 1 del suo statuto la "secessione democratica"), in Francia il settimanale Paris Match ha dedicato un numero speciale ai 150 anni dell’annessione della Savoia alla Francia, ceduta insieme a Nizza proprio dall’appena nato Regno d’Italia, in cambio dell’alleanza contro l’Austria e quindi dell’aiuto fondamentale per l’indipendenza e l’unità. Di link in link qui il programma dei festeggiamenti in Savoia e qui qualche notizia sul trattato di Torino che sancì il passaggio della Savoia alla Francia.