Tre cose che la chiesa italiana può fare per l’Italia

E’ vero che la chiesa cattolica non è una democrazia, né può esserlo. Da quest’affermazione, che si sente fare spesso, di solito in Italia discendono due atteggiamenti contrari. Quello di chi pensa che la chiesa possa solo nuocere al dibattito pubblico, e dunque tende a pensare che ne possa essere esclusa, prima o poi. E quello di chi pensa che le opionioni delle gerarchie non debbano passare al vaglio dell’opinione pubblica e che quindi la gerarchia ecclesiastica possa porsi nel dibattito nella forma ambigua di chi parla ma non può essere contestato. Il problema invece può essere affrontato nel modo contrario: cosa può fare la gerarchia cattolica per essere di supporto alla cultura democratica italiana e alla crescita di un vero dibattito pubblico? Riflettendo su questo per una cosa che sto scrivendo, faccio qui tre esempi di azioni che la chiesa italiana può intraprendere e che non riguardano né dogmi né dottrine: 1) Il capo della Cei in Italia oggi è scelto dal papa. Negli altri paesi invece sono i vescovi stessi che propongono al papa dei nomi, di cui il pontefice deve tenere conto. Liberare la Cei dalla nomina del papa vorrebbe dire rendere esplicite e pubbliche le opinioni, le politiche, le idee dei vescovi. Vorrebbe dire mostrare che è con le idee e con l’azione che si governano le istituzioni, e non soltanto con la stretta obbedienza e cooptazione. Vorrebbe dire dare valore al dibattito, far pensare ai cittadini italiani, cattolici e non cattolici, che la varietà e la discussione sono valori. Dello stesso principio si nutre la democrazia. 2) Le gerarchie dovrebbero accettare di mettere a concorso le cattedre di religione nelle scuole secondarie. Non solo non è accettabile che nelle scuole pubbliche, con soldi pubblici, ci siano insegnanti scelti dal vescovo, ma la qualità dell’ora di religione proprio per questo è molto bassa e viene vista come un’ora confessionale. I vescovi dovrebbero contribuire, insieme ad altri esperti e studiosi, a scrivere un programma preciso e le competenze tecniche e scientifiche per svolgerlo. Ma poi dovrebbero permettere che siano i concorsi a dare accesso all’insegnamento. Ci sono ottimi storici delle religioni, della cultura, delle idee, che potrebbero insegnare religione e finalmente contribuire a colmare l’abissale ignoranza religiosa del nostro paese. 3) "Teologia" è una parola citata spessissimo nel dibattito pubblico. Spesso viene usata per tagliare dei ragionamenti e per ricondursi al principio di autorità e di obbedienza. Ma la teologia è una disciplina interessante e non meno utile della filosofia, per esempio. Oggi la teologia è insegnata praticamente solo nei seminari vescovili, con metodi e finalità che mi paiono più rispondere all’apologetica, alla difesa, allo sviluppo di direttive gerarchiche, che di vera disciplina storica. In altri paesi, per esempio la Germania, l’Austria, la Francia, la teologia viene insegnata, in misura diversa, anche nelle università pubbliche. Una o due cattedre pubbliche in Italia, quindi con logiche di accesso non confessionali, potrebbero essere di grande valore culturale e politico, perchè consentirebbero finalmente di farne una disciplina per tutti, da non usare solo in difesa da qualcuno. Chiedere questo, insieme a tutto il resto, da parte dei vescovi, sarebbe un contributo al rafforzamento della democrazia in Italia.

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8 thoughts on “Tre cose che la chiesa italiana può fare per l’Italia

  1. Continui con queste risposte ermetiche, a mo' di battuta e con un atteggiamento di sufficienza. Non pretendo certo che ti metta a rispondere ad ogni burino che ti scrive, ma nello stesso numero di righe avresti potuto benissimo chiarire che cosa sono iMille e cosa voglia dire per te dare un contributo a un partito politico. Non ti manca certo la capacità di sintesi.

  2. mi spiace, non sono neanche un gruppo. in ogni caso abbiamo un'idea diversa di cosa voglia dire laico e di cosa voglia dire dare un contributo (si tratti di post o di commenti a post). ma continua a visitare il blog, magari ci avviciniamo…glb

  3. Pensavo che iMille fossero un gruppo legato al PD, o comunque di persone che vogliono dare un contributo al partito.  

  4. Il solo fatto che si auspichi che la Chiesa faccia qualcosa per l'Italia, perdonatemi non ha senso. Di come la Chiesa scelga la sua classe dirigente in un paese normale non importa a nessuno, se non giustamente a coloro che si riconoscono in tale chiesa.Alla faccia del partito laico.

  5. un refuso: "Oggi la filosofia è insegnata praticamente solo nei seminari vescovili…" e ' invece "oggi la teologia…"sempre grandissimo, comunqueluke

  6. Hai ragione, sarrebbero grandi passi avanti, a me non dispiacerebbe come cosa, soecie quella dell'insegnamento, per quanto io sia agnostica e la chiesa cattolica non mi piaccia, trovo che studiare teologia e religione sia alquanto affascinante come studiare filosofia. E' anche vero che al giorno d'oggi parlare di religione è difficile, provare a toccare quel discorso fà solo rumore e danni anche a scuola, come vidi due anni fà quando frequentavo il liceo.La democrazia vera e propria è utopia ma quel che dici tu aiuterebbe il dialogo. Cavolo e non sono una di quelle persone che ti diranno ma tanto non cambia nulla. Bisognerebbe fare qualcosa. Mi hai dato amteria di cui pensare.

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