C’è crisi, c’è grossa crisi

Il rapporto dell’Istat è come sempre molto prezioso (si può scaricare qui) e insieme al rapporto del Censis (che di solito esce alla fine dell’anno solare) è tra le letture più utili per cercare di capire la situazione del paese. Il rapporto di quest’anno (molto molto duro) è sulla crisi, ma la prima pagina strappa un sorriso: dopo una citazione, poco significativa, dell’Economist (poi perchè l’Economist in prima pagina Istat?), l’estensore del rapporto, che si rivolge al Presidente della Camera, sottolinea che insomma le statistiche sono fondamentali per comprendere, per agire, per sviluppare, ma pure l’Istat non c’ha una lira:

"Non posso però non segnalare l’insostenibilità del bilancio dell’Istat a partire dal 2011, come certificato dai revisori dei conti. Senza modifiche alla situazione attuale, l’Istituto sarà obbligato a sospendere gran parte della produzione statistica, peraltro obbligatoria a norma dei regolamenti europei. Infine, ricordo che, a meno di diciotto mesi dalla data fissata dalla normativa comunitaria, i censimenti generali del 2011, i quali forniscono dati indispensabili al funzionamento delle istituzioni repubblicane, non sono stati ancora indetti e finanziati. Auspico che, pur nelle difficoltà di bilancio, si trovino le risorse per non mancare questo appuntamento, in particolare il censimento della popolazione, il quale, nei 150 anni della storia italiana, si è sempre tenuto puntualmente, eccetto che nell’anno 1941".

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