Margherita Porete (not only Ipazia)

Esattamente 700 anni fa, il primo giugno 1310, a Parigi, veniva consegnata al rogo Margherita Porete. La sua colpa era di aver composto e continuato a diffondere anche dopo una prima censura Lo specchio della anime semplici, un libro di argomento mistico che personificava e faceva dialogare l’anima, la ragione, l’amore. Margherita è una donna di buona cultura, che sceglie di scrivere in francese, la sua lingua materna, attirando la censura di un mondo “maschio”, quello accademico e quello ecclesiastico, che si esprime in latino. Non è però l’unica a scegliere il volgare e ad aprire nuove strade. Sono gli stessi anni in cui Dante si fa portavoce di una cultura laica “alta”, che nelle lingue volgari cerca espressione e affermazione. Sono gli anni di Maestro Eckhart, l’acutissimo domenicano tedesco, che scrive in latino e in tedesco, venuto ad insegnare teologia a Parigi per la seconda volta nel 1311. Anch’egli condannato, dopo la morte, accomunato a Margherita per il loro comune insistere sull’abbandono di ogni volontà e per la ricerca di una ragione oltre la ragione. Ma sono anche gli anni dei processi, per esempio quello dei Templari, dell’irrigidimento delle istituzioni ecclesiastiche, del disciplinamento delle nuove forme di religiosità e di spiritualità, delle censure. Forse troppo perché una donna come Margherita, così colta da scrivere con uno stile che ricorda l’amor cortese e che interpreta le istanze di una nuova spiritualità, ma che è capace di essere apprezzata da alcuni maestri dell’università (per esempio Goffredo di Fontaines, uno dei maestri più in vista e più influenti di Parigi, e forse addirittura Duns Scoto) e di padroneggiare fonti teologiche e filosofiche, potesse passare indenne tra censure e condanne. Margherita del resto si misura con la tradizione e con i suoi contemporanei, proponendo un percorso filosofico (e religioso) diverso, non istituzionale, e che interroga discipline e sistema dei saperi. Una lettura diversa della volontà, che nella sua pienezza aspira a non volere, dell’illuminazione, cioè della conoscenza, dell’anima, che si annulla e proprio per questo diventa libera, addirittura oltre ogni virtù, sono alcuni elementi di un modello alternativo di razionalità, di vita filosofica e di esperienza religiosa. Il processo a cui fu sottoposta, dall’esito non scontato, fu un evento pubblico di grande rilievo e furono consultate decine di teologi. Margherita non si difese e non abiurò. Anche se non hanno ancora fatto il film, in questi giorni Parigi (EHESS e CNRS) la ricorda con un grande convegno internazionale, organizzato da Sean Field, Robert Lerner, Elsa Marmursztejn e Sylvain Piron, e con la lettura pubblica di alcuni suoi brani.
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