Teste sul collo

Scopro che nel vocabolario politico-culturale quotidiano francese esiste anche la categoria "robespierrista", sebbene rara (ma l’ho già sentita un paio di volte), che però i dizionari non riportano (se non ovviamente come "seguace di robespierre"). Non è un sinonimo di "giacobino", che anche noi usiamo, ma indicherebbe un "attaccamento ultraradicale ai valori della repubblica" (così mi spiega una persona a cui l’ho sentito usare). Una parola così rara politicamente è associata alla parola più usata in assoluto nel dibattito pubblico francese, "repubblica" e "repubblicano". Non c’è partito, di sinistra o di destra, che non si definisca, in continuazione, repubblicano (tranne il Fronte nazionale, che ama l’espressione prerivoluzionaria "Francia eterna") e che non faccia riferimento sempre a questa categoria ("legge repubblicana", "azione repubblicana", "valore repubblicano"). Dal momento che in Italia non esiste  l’uso della parola "repubblicano", nel senso identitario dei francesi, anche i "robespierristi" sono impossibili. Storie nazionali diverse. E proprio per questo è sempre divertente semmai spiegare agli stranieri una parola italiana che più italiana non si può, e con la quale nessuno corre il rischio di perdere la testa, "gattopardismo".

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4 thoughts on “Teste sul collo

  1. ma certo. il repubblicanesimo è un discorso di inclusione che necessariamente esclude (ma l'orizzonte irrealizzabile rimane l'inclusione). esistono discorsi sullo stato che non siano centripeti e centrifughi insieme? (comunque parliamo di cose diverse). grazie per le suggestioni, come sempre

  2. Se la mettiamo in questo modo, sono d'accordo anch'io sul fatto che chi contesta i fondamenti é ben rappresentato : ha la sua nicchia, il suo segmento. Ma il problema é anche essere rappresentati nei contesti istituzionali, nel "dibattito pubblico". A me pare che il republicanesimo alla francese sia una forza centrifuga che tende a escludere certi discorsi. In questo senso é sia ipocrita che necessario.

  3. mi sembra che sia in francia che in italia chi contesta certi fondamenti sia ben rappresentato e integrato nel discorso pubblico, anzi…a me pare pero' pare che tu faccia riferimento contemporaneamente a tipi diversi di "controrepubblica", ma le righe sono troppo poche per capire bene (anche le mie)

  4. E tuttavia come accennavo il un vecchio commento sempre su queste pagine, gli anti-repubblicani esistono e sono da una parte certi cattolici e dall'altra certi musulmani. Il fatto che non siano rappresentati da un partito mi pare rappresentativo della loro condizione di esclusione dal paesaggio politico, un'esclusione "necessaria" per via del solito paradosso per cui é difficile integrare nel discorso pubblico chi ne contesta i fondamenti. Ancora più rappresentativo, dunque, il fatto che tu li "dimentichi" ; come appunto se non esistessero forze contro-repubblicane. Mentre in realtà c'é un difetto di rappresentazione che dice molto sulla storia e la politica francese, sui costi collaterali del modello presuntamente universale rappresentato dalle forme politiche moderne: repubblica, democrazia, stato-nazione, stato di diritto. E qui entra il gioco il robespierrismo, che consiste anche in un processo di esclusione, sempre in atto, della contro-repubblica, della contro-nazione.

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