Chi tifiamo? Pro et contra

Dopo aver mandato giù il boccone amaro dell’eliminazione, qualcuno ai mondiali di calcio bisogna pur tifarlo. I miei pro e contro sulle quattro squadre rimaste. Germania. I punti a sfavore ci sono. Ha vinto 3 mondiali, l’Italia 4. Se vince ci raggiunge al secondo posto delle squadre più vincenti di sempre. E dopo il filmato "Nur Italien nicht", che ha organizzato il gufaggio anti-italiano sul web tedesco, non è il caso. D’altra parte la Germania contro l’Italia ha sempre perso (4-3 nel 1970, 3-1 nel 1982, 2-0 nel 2006), possibile che abbiano un minimo di risentimento. Va detto però che una Germania così bella e efficace non si era mai vista. Punti a favore: la vittoria al Mondiale produce un aumento del PIL per il paese vincitore che va dallo 0,5 all’1%, che è tanto. L’Italia, che è molto integrata economicamente con la Germania, ne beneficerebbe senza dubbio sul piano economico. Spagna. Una squadra antipatica, non c’è che dire, che non ha mai vinto il mondiale, e neppure c’è mai andata vicino. Ha sempre dato l’impressione (almeno a me) nei decenni di giocare con la sindrome della sconfitta, cercando scuse per poter dire "abbiamo perso ma dovevamo vincere". Non si sono mai dimenticati (e hanno ragione) la gomitata di Tassotti a Luis Enrique nel 1994 in USA (Tassotti si prese la squalifica record di 8 giornate). Però è un paese del Mediterraneo, un mare che una volta era "nostrum", poi è diventato solo "magnum" (come il centro commerciale di Barcellona sul mare, uno dei simboli della rinascita catalana) e ora non è più di nessuno e nessuno più ne parla. La Spagna può dare uno stimolo a rivedere cosa succede nella costa sud dell’Europa (e relativi dirimpettai). Olanda. L’Olanda sembra avere solo punti a favore. Ha dato moltissimo al calcio mondiale. Pure troppo: la sua prima partita di cui abbia memoria è contro l’Italia ai mondiali argentini del ’78. Un secco 2 a 0 inflittoci (c’era anche un gol di Pablito, annullato per fuori gioco) senza se e senza ma. Unici punti a sfavore, il pantone della maglietta orange, quest’anno davvero troppo uniposca. E chissà se la vittoria di una nazionale "boera" sarebbe gradita dal tifo locale. Uruguay. E’ la squadra più debole delle 4, ma ha vinto già due mondiali (nel 1930 e nel 1950). Ha una popolazione composta in buona parte da discendenti di italiani. Ha un punto a sfavore enorme: aver avuto accesso alle semifinali con troppa fortuna e aver eliminato il Ghana, che per un rigore sbagliato non è entrato nella storia. Però bisogna ammetterlo. Chi non ha sognato almeno una volta di riparare a Montevideo, condurre vittoriosamente una battaglia navale, incontrare in un patio lussureggiante una donna bellissima di nome Anita, dirle "seguimi" e ripartire per la battaglia?

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