Padroni in casa nostra

E’ la prima volta che come cittadino italiano mi sento in pericolo. E non per qualcosa che potrebbe succedere, per qualche previsione fosca o peggiorativa, neppure per un generico declino che esiste, che riduce le opportunità, che ci blocca, e che in fondo è responsabilità collettiva e che però può essere invertito. Ma per qualcosa che già è successo, cioè la vicenda della scuola di Adro, con il simbolo di un partito politico scolpito, inciso, presente dappertutto. Sento per la prima volta, e chi segue questo blog sa che non è nella mia natura gridare "al lupo, al lupo" come invece spesso accade a molti nella blogosfera, che qualcuno può cercare di impedirmi di educare i miei figli come ritengo giusto, che può chiedermi di consegnarli a un’istituzione pubblica per indottrinarli, per trasmettere loro delle ideologie facendole passare per qualcosa di naturale e di normale. Se abitassi ad Adro (Brescia, Italia) e avessi un figlio in età scolare, cosa dovrei fare? Andarmene per non fargli propinare dalla scuola pubblica l’idea che il "Sole delle Alpi" e l’ideologia leghista sono il dato di partenza della sua identità, della sua crescita, del suo agire? I miei governanti mi porrebbero questa alternativa senza che io possa essere difeso da nessuno? Un simbolo politico, anzi il simbolo di un partito politico, che pretende di far coincidere la presenza stessa su un territorio con un’opinione partitica e un’ideologia, che pretende di rappresentare senza residui, senza differenze, senza opinioni alternative, tutta una comunità e che pretende di educare a questa idea i ragazzi, è fascismo (altre parole non me ne vengono). La democrazia e la costituzione non sono dei lussi, non appartengono a una parte politica, sono gli strumenti a cui siamo arrivati per difenderci da quelli che ci chiedono di consegnare i figli, da quelli che ci impediscono di parlare, da quelli che ci prendono a fucilate o colpi di bastone se dissentiamo, da quelli che ci dicono "andatevene se non vi sta bene". Sono anche qualcosa in più: sono gli strumenti a cui siamo arrivati per evitare di dover affrontare da soli la violenza con altra violenza. E’ davvero la prima volta che mi sento in pericolo. E’ la prima volta che sento che le istituzioni sono deboli e potrebbero non garantirci per sempre. Vorrei davvero che il Presidente della repubblica intervenisse al più presto e con la massima energia.

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