Per ripartire 5 minuti bastano

Sull'incontro della Leopolda di Firenze, organizzato da Civati e da Renzi, mi soffermo solo su alcuni aspetti, visto che di tutto il resto hanno già parlato in tanti. Un paradosso del dibattito precedente e successivo l'incontro è l'insistenza sulla dicotomia forma-contenuti (ci sono i contenuti? è adeguata la forma?). Ed è un paradosso proprio perchè quell'incontro ha segnato una nuova tappa dell'elaborazione e della comunicazione politica in Italia. Per una volta l'area culturale che tradizionalmente fa riferimento al centrosinistra ha capito al punto giusto e prima degli altri il cambiamento dei tempi e il modificarsi delle relazioni tra le persone e ha compreso che questi cambiamenti di modi e di tempi sono già un contenuto e sono al contempo una forma. Ed esigono a loro volta una forma di leadership, e una sua sostanza, completamente nuove. Se qui si può parlare di un elemento generazionale non è nell'opposizione giovani-vecchi, che io abbandonerei ormai anche come allusione, ma nel fatto che si sia individuato un modo di "sentire" e di intuire che scaturisce da generazioni connotate da un certo rapporto con i media (televisione compresa) e con le tecnologie. E' un primo esperimento di questo tipo, non concluso, ma apre un orizzonte nel quale muoversi. Il secondo elemento di grande interesse è che lo spirito dell'operazione Leopolda rappresenta esattamente quello che ci si sarebbe aspettati anni fa dall'opposizione al berlusconismo, cioè una elaborazione culturale e politica (che può essere anche lenta ma che in realtà non sembra essere mai partita negli anni precedenti da nessuna opposizione) più capace di leggere l'Italia, di capirne i problemi e la direzione e direi di coglierne una dimensione più autentica e più coerente con le sue aspirazioni. Bisognerà mettere ordine fra le proposte e gli spunti emersi e potenziare alcuni aspetti poco presenti, trovare dei filtri, e non è detto che tutto stia insieme, ma anche qui mi pare che il processo sia iniziato e che delinei paesaggi nuovi. Forse per la prima volta negli ultimi anni abbiamo avuto l'impressione che sia più facile fare le cose bene che farle male, che sia più semplice trovare delle vie da percorrere piuttosto che costruire sbarramenti, che se ascolti cinque minuti puoi imparare qualcosa e che se parli cinque minuti qualcosa da dire la devi avere. Se gli attuali leader dei partiti (di tutte le aree) saranno in grado di contaminarsi con questo processo la prossima fase politica potrà riservare delle belle sorprese a tutto il Paese, in caso contrario una leadership nuova comunque c'è già.