Quella roba lì

Sento sempre più spesso l'espressione "è quella roba lì", nella forma "la tale persona è quella roba lì", o la "tale cosa, situazione, è quella roba lì". A proposito di una persona, per esempio, è inutile spiegare che vive insieme emotività e apparente sicurezza di sè, senso di inadeguatezza e aggressività, e quindi pone dei problemi, ha una sua difficile specificità, ma basta dire "Ad Antonio non ha senso parlare razionalmente e tranquillamente, bisogna scontrarsi, perché Antonio è quella roba lì". L'Italia è inemendabile per il suo miscuglio di corporativismo, familismo, conservazione e progresso? Basta dire "Inutile sbattersi, l'Italia è quella roba lì". Insomma "quella roba lì" vorrebbe indicare la complessità di una persona, la particolarità di un fenomeno, e in più implicitamente allude a una particolare intelligenza della situazione da parte di chi usa l'espressione, che con il "lì" vorrebbe addirittura mostrarti che la cosa l'ha maneggiata, l'ha vista, l'ha lavorata.
In realtà con "quella roba lì", chi parla si evita semplicemente di spiegare la complessità, sostituendola in scala 1:1 con la vaghezza. E inoltre chi usa l'espressione fa intendere di saperla molto lunga su "quella roba lì" e si evita di dare spiegazioni, di perdere tempo con idee alternative, di discutere, a meno che l'interlocutore non si impunti e non sia proprio convinto che "no, Antonio non è quella roba lì, è quella cosa là".

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2 thoughts on “Quella roba lì

  1. grazie riz.
    …tutte le persone a cui l'ho sentito dire erano in buona fede. è la frase che è una trappola, che scatta autonomamente anche ai danni di chi, senza accorgersi, la dice.

  2. Questa è solo una postilla ad un tuo pensiero molto azzeccato:

    intanto a "… E' QUELLA ROBA LI'" io aggiungerei almeno un'altra espressione:  "NON SO COME DIRE". Entrambi sono modi (pavidi) per fuggire dal confronto.
    Certo non sono in grado di fermare una discussione (basta non accettarli) ma sono molto fastidiosi, soprattutto per il fatto, ben sottolineato, che vorrebbero sottendere chissà quale profondità di pensiero.
    Eppure… c'è un "eppure".
    Se a dire "… è quella roba lì" è una persona che reputi in buona fede, cioè se non vivi quell'espressione come una furberia verbale/pochezza intellettuale, ma invece come la dichiarazione di una sorta di limite linguistico, e pur prendendo atto del fatto che si sta usando una scorciatoia dai più credito a un altro fatto, e cioè che potrebbe veramente esserci qualcosa che lui ha capito ma non sa esprimere mentre tu non hai capito e basta, allora potrebbe esserci qualcosa di euristico, e un'espressione vaga ti costringe a indagare di più,  ad approfondire, a ripensare… (tutte cose buone e giuste).
    La buona fede di chi parla (che esiste se di questo sono persuasi tutti gli interlocutori) cambia il segno dell'uso di quell'espressione, da – a +.

    Devo dire che questa cosa a me è capitata non più di un paio di volte nella vita… però è capitata.

    Riz

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