Buone Feste

(Il video c'entra poco ma mi ricorda i capodanno di quando ero piccolo…). Tanti auguri e ci risentiamo dopo le feste.

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Scacciapensieri

Ieri il mio aereo da Bergen a Amsterdam aveva un po' di ritardo, giustificatissimo, perchè c'era una neve norvegese che Dio la mandava. Poi ad Amsterdam l'altro aereo aveva tre ore di ritardo perchè il velivolo era bloccato chissà dove in Europa per lo stesso motivo. Una volta a Parigi la RER era perturbata perchè qualcuno aveva lasciato un bagaglio incustodito a Denfert-Rochereau scatenando il panico. Insomma in tutto 12 ore di viaggio da albergo a casa. Per passare il tempo, a un certo momento, ho cercato di pensare a tutte le compagnie aeree con cui ho viaggiato, come il protagonista di Caos Calmo, ma non me ne veniva in mente neanche una, a parte KLM di ieri e Easy-jet, proprio nulla. Allora mi è venuto in mente che siamo quasi alla fine dell'anno e ho pensato alle cose di lavoro che ho fatto quest'anno, tanto il bilancio si deve fare, no? Allora: 3 tra corsi, laboratori e seminari in 3 paesi diversi, Germania, Italia, Francia (e in 3 lingue, con l'inglese un po' albertosordiano al posto del tedesco); 6 partecipazioni a convegni scientifici in 5 paesi diversi, Germania, Francia, Italia, Inghilterra e Norvegia. Una decina tra presentazioni di libri o appuntamenti vari in due paesi, Francia e Italia. Una monografia scientifica uscita (su teologi e teoria politica) e un libro più "di opinione" scritto (ma non ancora uscito, esce a febbraio e ne parleremo), più articoli vari; partecipazione a tre concorsi accademici in Italia persi in partenza (e in arrivo, of course). Ho anche cercato di fare un conto alla grossa dei chilometri percorsi ma a quel punto mi sono annoiato davvero e allora sono andato a vedere (senza comprarli) i formaggi olandesi, che all'aeroporto di Amsterdam vendono come articolo da regalo, con tanto di pacchetto e con una scritta di auguri con consonanti a caso.

Più a Nord di Babbo Natale

Forse. Non so (comunque alla latitudine della Groenlandia). In ogni caso è un vero piacere per me andare a parlare al centro medievistico di eccellenza dell'Università di Bergen dal13 al 16 dicembre. E'  prevista una temperatura di meno 9 gradi durante il giorno, ma il programma dei lavori è proprio bello e ne vale la pena. Ci sentiamo al ritorno.

Sono un sentimentale…

..come tutti gli Italiani che vivono all'estero. Il blog sospende per qualche giorno (ma finisco un giro di conferenze e torno subito) e mi fa piacere postare nel frattempo questo video, dove c'è Ambrogio, c'è uno straniero che dice "il nostro Paese", ci sono il paesaggio e il patrimonio artistico della nazione come patto, c'è la parola repubblica pronunciata come si dovrebbe, c'è la musica e c'è la mia città.

Autoconfutazione

Io cerco di non seguire la politica quotidiana, perchè è davvero un genere a parte, una perdita di tempo, come guardare Beautiful. Il fatto di vivere all'estero mi aiuta, perchè non compro il giornale italiano e non vedo la tv italiana, però tra facebook e internet le notizie inevitabilmente le seguo lo stesso, solo con un po' di distacco. Però alcune dichiarazioni, anche prese proprio tra le informazioni inutili, sono straordinarie. Come quelle di Bersani di oggi, che dice, a proposito del suo partito, che "la nuova classe dirigente si seleziona mettendola alla prova e vedendo se le persone sono abili a capaci. Uno deve misurarsi a casa sua e deve dimostrare affetto alla ditta. (…)serve gente capace, che pensi con la propria testa e che non se lo dica da sola, ma che se lo senta dire''.
A parte che io ho sempre pensato che uno fa politica perchè ha affetto per il proprio Paese e non per la ditta e a parte la potenziale contraddizione tra il pensare con la propria testa e la necessità di sentirsi dire da qualcuno che si è capaci, non ho capito chi dovrebbe dare la patente di bravura. Bersani? Ma così non vale. O forse gli elettori. Ma gli elettori, con il loro voto, cosa dicono dei dirigenti del PD? Che sono bravi?
Quello che trovo straordinario è però la risposta seguente, a una domanda che evidentemente spezza il flusso del ragionamento, sul futuro del PD. Bersani è sicuro: "Sara' il piu' grande partito riformista e progressista del nuovo secolo, ne sono convinto. Senza di noi non si fa niente. E' un bambino con un grande futuro". Sì, va bene, ma se lo dice da solo?

Siamo tutti supereroi (se ci lavoriamo un po’)

Ultimamente varie persone, in ambiti diversi, mi hanno chiesto (credo sulla fiducia) come si faccia a scrivere bene. Ovviamente non ne ho alcuna idea, ma al di là delle regole dei vari generi di scrittura (credo che un articolo di storia non si scriva come un post, né un pamphlet come un saggio filosofico – forse), a me piacerebbe fare con parole, informazioni, lessico e sintassi (e di sicuro mi piace leggere) quello che i ragazzi di questo video fanno con il loro corpi, i colori, la musica, cioè raccontare qualcosa, suscitare un pensiero e un'emozione magari semplici ma inaspettati. Un po' è una scusa per postare questo filmato, un po' no (e infatti il filmato l'ho fatto vedere ad alcune delle persone di cui sopra).

I cowboys sono animali veloci

Ognuno ha una frase che sogna di dire da tutta la vita. Io per esempio a 15 anni ho visto un concerto di De Gregori in cui lui se ne andava salutando il pubblico con un "grazie ragazzi, arrivederci…" che solo lui poteva dire, mezzo principe e mezzo cow boy (poi allora cantava "i cowboys vanno a cavallo"). E insomma, io per anni ho sperato di fare un concerto per poter dire "grazie ragazzi, arrivederci…", penso anche di averlo detto qualche volta davanti allo specchio. Purtroppo il concerto non l'ho mai fatto, anche perchè non sono un musicista e probabilmente la frase mi sarebbe uscita male, come tutte le cose che uno aspetta di fare e se le prepara troppo. Per esempio qualche mese fa Beppe Grillo a un'audizione parlamentare si era evidentemente preparato una frase che voleva dire chissà da quanto e con chissà che sdegno, e cioè che Berlusconi aveva arruolato in parlamento i suoi avvocati, i suoi amici e "qualche zoccola". Il video lo trovate qui. Solo che a un certo momento si è reso conto della pesantezza della cosa e ha detto sommessamente "scusate il termine". Insomma, frase storica pensata e ripensata, rovinata da una timidezza dell'ultimo secondo. Ecco, a me la frase di Verdini di ieri ("ce ne freghiamo delle prerogative del Quirinale"), che ho letto sul giornale ma non ho sentito (quindi do solo per buono che l'abbia detta), mi ha fatto venire in mente che probabilmente quella frase voleva dirla da chissà quanto, almeno la prima parte. Ce lo vedo, da adolescente e poi da adulto, davanti allo specchio a dire "me ne frego", "noi ce ne freghiamo", anzi ce lo vedo proprio a mettersi di profilo e scandire "ME-NE-FRE-GO!", o "NOI-CENNE-FRE-GHIA-MO!", magari con la mandibola un po' volitiva. Quindi in fondo lo capisco. Quello che non capisco, e che rovina tutto il tono, è quell'aggiunta timida, quel tirare indietro la gamba, e la mandibola, quell'avverbio che manda in pappa la festa: "Delle prerogative del Quirinale ce ne freghiamo… politicamente".

A Roma settimana prossima

La settimana prossima a Roma, presso l' École française de Rome, parteciperò al convegno La Légitimité implicite sui paradigmi sociali e politici impliciti, nel pensiero medievale e moderno. L'incontro è organizzato dalla EF, dall'Universitéde Paris 1 e dall'European Research Council. Qui il programma.

Trappole (integrali)

Il canale yuotube di Prossima Fermata Italia ha caricato il video integrale del mio intervento a Firenze. Li ringrazio molto.

Ne approfitto per dire che sul tema che accenno nell'intervento, e su molti altri relativi all'identità italiana oggi, ho scritto un libretto-pamphlet, che è ancora in cerca di editore. Hai visto mai…