Fateci capire

Non voglio aggiungere un'ulteriore parola (la mia) di ignoranza o ideologia al dibattito su Mirafiori. Il documento dell'accordo oggetto di referendum è composto da settanta cartelle che presuppongono conoscenze tecniche e sindacali e non lo si può liquidare con un'occhiata rapida. Mi limito solo a esprimere alcune impressioni sul dibattito televisivo e della blogosfera che parzialmente ho potuto seguire. La prima impressione è che nessuno ormai studi più davvero (mi riferisco al livello politico-giornalistico) il lavoro in fabbrica e probabilmente il lavoro in generale (e tanto meno che sappia sublimarlo in riflessione politica). Da un punto di vista tecnico le posizioni nei dibattiti sono talmente contraddittorie, talmente piene di ambiguità che davvero è difficile pensare a una reale preparazione di chi parla. Quello che sembra interessare è solo l'elemento ideologico che poi alla fin fine si riassume nelle due coppie "difesa dei diritti contro distruzione dei diritti" e "innovazione contro immobilismo", a seconda che si tifi per l'uno o per l'altro. Siccome però la questione Mirafiori sembra davvero essere importante per il futuro, quello che emerge spaventosamente è l'assenza di un terzo interlocutore che possa fare di questa vicenda un'occasione per progettare riforme del lavoro possibili e soprattutto porre al centro del dibattito collettivo il ruolo dei rapporti nuovi, che necessariamente andranno costruiti, tra industria e paese (o continente, visto che si tratta di multinazionali). Il terzo mancante è il governo e questo lascia sgomenti. Un ultimo elemento, meno importante, ma molto significativo per capire come il dibattito stia rapidamente scadendo, è che nella radicalizzazione dello scontro è cominciato ad emergere un argomento francamente autolesionista, e cioè che i prodotti FIAT, le auto, siano prodotti scarsi, praticamente da non comprare. Da quando l'ha detto un politico in televisione, di fatto per alludere a un'incapacità della controparte, l'argomento è stato ripreso e riproposto nei blog e nei social network, per quell'effetto di autorevolezza riflessa che hanno ancora le cose che vengono dette in tv. La speranza è che si esca presto da questi schemi e che qualcuno ci aiuti davvero a capirne di più (FIAT compresa).

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