Letteralità del berlusconismo

Finalmente c'è nel paese una visibile opposizione culturale e politica a Berlusconi e soprattutto al berlusconismo Le manifestazioni di queste settimane la rendono chiara e comprensibile. Ed è Berlusconi stesso che l'ha originata. E non è un paradosso (come spiego in un mio libro sull'Italia che uscirà il mese prossimo). Abbiamo pensato a Berlusconi come il gigante Morgante del poema comico quattrocentesco del Pulci. Un gigante smisurato che assorbe ogni smisurato attacco contro di lui, che fa da albero maestro nella nave in tempesta e la porta poi in salvo nuotando e tirandola da solo con delle funi. Un gigante smisurato che però muore appena mette piede sulla spiaggia perchè viene pizzicato da un granchietto. E il granchietto in questo caso, il punto di svolta, è stato scoprire come l'immaginario erotico del presidente coincida alla lettera con le immagini delle sue televisioni. Scoprire che Drive in, che ha inventato un codice con tutte le sue conseguenti propaggini televisive fino a oggi, va inteso non come un linguaggio, una rappresentazione, uno scarto ironico su un tipo di immaginario sessuale che risale in fondo agli anni '60 (a un certo mondo degli anni '60), ma va piuttosto assunto nella sua letteralità – non rimanda ad altro, non rappresenta ma semplicemente espone, esibisce – sta avendo la funzione del granchietto che uccide Morgante. Sì, perchè sapere che l'uomo più ricco e potente d'Italia vive  e ambisce a vivere come dentro Drive in, di colpo ci consegna  un senso della realtà presentato appunto nella sua nuda letteralità. E quando un linguaggio, un modello, una rappresentazione, si svelano come lettera oltre la quale non c'è altro, si trasformano in oppressione, in imposizione, in giudizio. E' questa letteralità che sta inducendo molti a riflettere, di fatto, sul valore intimamente politico di queste vicende. Si può vivere in un sistema di oppressione in cui le donne sono solo, letteralmente, degli oggetti? In un sistema di oppressione in cui gli uomini, se non seguono il potere e la ricerca del potere e del denaro, sono, letteralmente, meno che oggetti? In cui chi è più forte perchè più ricco e più potente ha sempre, letteralmente, ragione? In cui chi non ha conoscenze di famiglia non ha, letteralmente, alcuna chance di progredire socialmente? E si può ancora consegnare il paese a chi è a sua volta  così strettamente governato da questo senso della realtà?
La letteralità dell'immaginario berlusconiano assomiglia sempre di più al perimetro di uno spazio angusto che ci opprime. Il sistema che ha creato (sostenuto da interessi che rimarranno anche quando lui non ci sarà più) non è che un cinta muraria stretta che ci tiene chiusi, non è che la traduzione in termini politici, sociali, culturali di quell'immaginario sessuale che è oppressione per tutti, donne e uomini. Ora che il re è nudo (però per favore non fateci vedere le foto) sono veramente in molti a voler abbattere la lettera che opprime, per trovare un respiro che ci rivivifichi.

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