Nel paese dei Gutti il dottorato è la laurea

Severgnini commenta a modo suo il plagio della tesi di dottorato di zu Guttemberg (che anche qui abbiamo commentato nel post precedente).
Il suo articolo sull'immaginario ministro Gutti parla però di "tesi di laurea" e "tesi di dottorato" come se fossero la stessa cosa. Che sia stato tratto in inganno dal termine "dottorato"? Il titolo di "dottore" in Italia si dà a chi si è laureato (e quindi ha discusso una "tesi di laurea") e si dà il titolo di "dottore di ricerca" a chi ha discusso una tesi di dottorato, cioè ha seguito un corso di tre anni dopo la laurea, dedicato alla ricerca (non al semplice studio), spesso percependo uno stipendio (sotto forma di "borsa di dottorato"). Sono due titoli accademici diversi.
Siccome a Severgnini queste cose piacciono, possiamo aggiungere che il laureato italiano può scrivere sul biglietto da visita la sigla "dott." (mentre il dottorato può scrivere la sigla "dr"). Se fosse americano, il dottorato scriverebbe invece Ph.D nel bigliettino (e credo Ma se laureato) e potrebbe addirittura presiedere un incontro scientifico come Chairman (altrimenti no), se invece fosse tedesco scriverebbe "Dr" (e M.A. il laureato).
La differenza tra l'Italia e la Germania è che queste cose in Germania le sanno anche i giornalisti di "costume" e soprattutto che il giudizio "questo caso è un chiodo nella bara della democrazia" in Germania non è espresso dall'opposizione per motivi preconcetti, come si vorrebbe nel paese dei Gutti di Severgnini, ma dal rappresentante del più importante partito di maggioranza.

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3 pensieri su “Nel paese dei Gutti il dottorato è la laurea

  1. Hai ragione, volevo solo precisare che ci sono ragioni storiche che mettono un po' in crisi le tavole di equivalenza internazionali. Io lo ribadisco appena ne ho occasione, perché il sistema universitario italiano soffre molto di questo "allineamento incompiuto".

  2. io non critico il fatto di dare il titolo di "dottore" a chi si laurea. ci mancherebbe, è il nostro rito di iniziazione (ormai non si sa a che cosa però…).anche perchè la tesi di laurea aveva in effetti un peso specifico più alto di quella di altri paesi (non ora, perchè i sistemi nazionali si stanno tutti calibrando su triennale-specialistica). dico solo che si tratta di due titoli diversi. il dottorato di ricerca è propedeutico a una carriera di ricercatore, è proprio un'altra cosa e come tale il titolo è usato all'estero. dico solo che confondere le due cose in un articolo, per quanto scherzoso, sull'Italia, è un dettaglio significativo,

  3. Quello che dici é vero formalmente, ma mi pare utile precisare che "sostanzialmente" gli italiani hanno qualche ragione a suggerire che il loro "dottore" assomigli (o assomigliava) al "dottorato" degli altri. Per una questione di età innanzitutto: gli italiani iniziano l'università un anno dopo, e mettono due anni in più a fare la tesi; che fa in totale tre anni, alla fine dei quali un francese é dottorato e un italiano é laureato. Inoltre, gli italiani fanno una "tesi" per la laurea (con quello che implica in termini di quantità e di qualità) e all'estero no, fanno delle ricerche paragonabili all'attuale tesi triennale italiana.

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