Barocco francese

In un sistema istituzionale piuttosto complesso, come quello francese, il Senato rappresenta il barocco.

Non dà la fiducia (e non la ritira) al governo – il quale peraltro ha un'autonomia relativa rispetto ai poteri del Presidente – si adegua tendenzialmente alle linee dell'Assemblea, e soprattutto è una Camera che non viene votata a suffragio diretto. In poche parole, a votare i senatori non sono tutti i cittadini, ma circa 150mila "grandi elettori", composti prevalentemente da amministratori locali, sindaci, consiglieri comunali, provinciali, regionali più altri rappresentanti di interessi istituzionali.
In questo modo il corpo elettorale risulta sbilanciato sulle zone rurali, tradizionalmente di destra, anche se ci sono alcuni correttivi, ragione per cui il Senato, nella Quinta Repubblica, non ha mai avuto una maggioranza di sinistra.

Almeno fino a oggi. L'avanzata della sinistra nelle elezioni locali degli ultimi anni e una crescente sfiducia nella politica di Sarkozy (costantemente sotto in tutti i sondaggi per le prossime elezioni) hanno infatto per la prima volta fatto perdere la maggioranza alla destra presidenziale. Non cambia moltissimo, niente a che vedere con una coabitazione, ma per Sarkozy la situazione si fa ancora meno agevole.

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