Algu ho habia de dir

Barcellona ci sta simpatica dai tempi delle Olimpiadi, metà anni '90.
Nel frattempo abbiamo scoperto le avventure  di Pepe Carvalho di Montalbàn, che raccontava il cambiamento urbano della città a partire da incredibili casi polizieschi. Io ci feci anche un anno di Erasmus un bel po' di anni fa (e un pochino prima dell'"Appartamento spagnolo"). Tra gli anni '90 e 2000 Barcellona è decollata diventando una delle metropoli più dinamiche d'Europa e per gli italiani, soprattutto i giovani, un polo d'attrazione anche lavorativo inimmaginabile solo qualche anno prima.
Tuttavia oggi, ai tempi della crisi, usare Barcellona come pietra di paragone per la situazione delle città italiane e dipingerla come se gli ultimi 5 anni non fossero passati, è piuttosto maneggiare un mito che ha effetti distortivi della realtà e rischia di ingenerare frustrazioni e illusioni, o comunque fornire una visione delle cose non aggiornatissima. Lo spiega Natàlia Garcia Carbajo in questa lettera aperta a Riccardo Iacona, che ha fatto di Barcellona uno dei punti forti dell'ultima puntata (sulla generazione sfruttata) della sua trasmissione.

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