Le forme dei contenuti

Visto che mi si chiede in continuazione che ne penso io e che quando sono a Milano  sono distratto etc. etc.. Io non ne penso niente. Vedo guerre di post, di ticchete e di tacchete, di sì però, di no ma, di terzi gradi dalla realtà senza passare per Platone, di entropie e di bordelli, di reti che non ci sono, di mise en abyme, di bulli e di pupe e di pupe bulle. L'importante è essere un po' vecchio, ma non troppo, e un po' giovane, ma neanche tanto. Vedo generatori automatici di politica, basta fare il refresh. La democrazia è partecipazione, partecipazione è dire n'importe quoi, meglio se già sentito da n'importe qui. Poi però l'importante è costruire dispositivi che consentano di ricreare nel presente e nel futuro dualismi, esclusione, critica interna ad libitum, difesa dell'esistente e dell'inesistente, e soprattutto discorsi sul partito, il ruolo del partito, i valori del partito, il centro del partito, la sinistra del partito, fuori dal partito, dentro nel partito. Citare Gramsci va bene, ma il maestro è Aldo Biscardi. Peccato non abbia scritto quaderni. I contenuti ci sono, non vedo le forme. La morale è sempre quella. Riforme sì, ma con Nesquik.

 

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One thought on “Le forme dei contenuti

  1. (l'ultima frase è di massimo c., contatto di facebook. la mia frase finale sarebbe stata "la morale è sempre quella, le riforme con girella", ma ho letto il suo slogan su fb e mi è piaciuto di più. gianluca)

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