C’ho lo spread a mille

Sarò smentito dai fatti, ma a me pare impossibile che si vada ora a elezioni anticipate. Per due classi di motivi. La prima è che non è interesse di alcun partito e neppure di alcun deputato. Appena Berlusconi cesserà di essere presidente del consiglio le minacce del PDL di andare a elezioni si affievoliranno necessariamente. Esiste il PDL senza Berlusconi? Alfano ne è il leader? Sono in grado di affrontare le elezioni? I voti chi li prende, Scajola (come diceva il tale)? E il centrosinistra chi candiderebbe oggi come premier? Io non l'ho capito.
Il secondo motivo è che davvero una campagna elettorale, dagli esiti così incerti e confusi, il paese in emergenza non ce la farebbe a reggerla. Soprattutto non reggerebbe risultati confusi e alleanze improvvisate, da una parte o dall'altra.
Non credo che sia il tempo di ribadire le identità partitiche buttandosi nelle elezioni per poi piombare nel caos e fare magari fra un anno le coalizioni di salvataggio. Quella dei governi tecnici o istituzionali è un'anomalia (anche se ogni governo è in realtà politico per definizione), questo è certo, ed è il segno della incapacità dei ceti politici. Ma stiamo uscendo da un'anomalia ancora più enorme, siamo sorvegliati dall'Europa per la prima volta in questo modo (ed è un buon segno di integrazione) e viviamo una crisi su cui nessuna forza politica si è ancora espressa in modo convincente. Il berlusconismo è finito. E non perché sia nata un'alternativa. E' finito nel caos, che va risolto in fretta e nel modo più ampio possibile. Altrimenti la prossima fase sarà ancora più difficile.

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One thought on “C’ho lo spread a mille

  1. concordo con quel "va risolto in fretta", ma il problema è cosa? Scorrendo la lista della spesa che ci impone la Bce leggiamo richieste che non sarebbe in grado di adempiere neanche un dittatore sostenuto dall'esercito.

    Come si può pensare di toccare il mondo del lavoro senza che ci scappi un morto?

    Svecchiare le università senza che qualche barone si metta di traverso?

    Fare le riforme costituzionali, senza che si invochi la secessione o si paghi il pizzo alla criminalità organizzata del sud?

    Fare le grandi opere senza che nessuno invada i cantieri?

    Forse l'anomalia non è né il governo tecnico, né Berlusconi, ma l'Italia, dove il caos è ontologico.

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