Il problema non è lo scandalo

Ci si scandalizza, come è giusto, per l’uso fatto in questi anni dei soldi pubblici ai partiti. Ma la di là di queste ruberie, mi chiedo: se i partiti hanno tutti questi soldi (2 miliardi di euro in 10 anni, cioè 4milamiliardi di lire), anche se li avessero spesi legalmente, con una massa tale di denaro come fanno nuove idee a farsi avanti, come possono le opinioni di chi non ha soldi trovare spazio, come possono nuove visioni della società consolidarsi, nuove persone entrare nella politica, come si può votare in modo davvero diverso, come possono le linee dei partiti essere scalfite, come è possibile pensare che qualche decina di persone che rappresenta la leadership politica possa davvero farsi espressione della ricerca del nuovo e del meglio che nasce nella società? Non solo ciò spiega perché l’unica forma di rinnovamento politico in Italia sia lo scandalo e non la battaglia delle idee (che ha bisogno di risorse economiche, ma è difficile vincere contro 2 miliardi di euro), ma pone una questione seria: È democratico tutto questo?

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2 thoughts on “Il problema non è lo scandalo

  1. Perfettamente d’accordo con questa tua analisi, che ha il grande pregio di andare al di là dell’evidenza dei fatti – lo scandalo, appunto – e di metterne in risalto le conseguenze a cui non siamo abituati a pensare.
    Una domanda, a questo punto, mi viene spontanea, e te la propongo confidando in chi, come te, ha la cultura per poter rispondere. Come se ne esce? Ovvero, partendo dal presupposto che evidentemente i partiti della seconda repubblica hanno fallito tanto quanto quelli della prima repubblica, e tenendo pur presente che, come credo io e penso anche tu, non esiste politica senza idee, che cosa può nascere di nuovo e di diverso, con quale formula o quale movimento può partire senza che sia meramente una forma di protesta più o meno populista e qualunquista, stile movimento a cinque stelle? In sostanza, chi può e deve fare qualcosa e come? Grazie. Silvia

    • è difficile rispondere. e impossibile in un post. ma non è detto che se ne esca in un colpo secco, nè che tutto sia negativo. notare le trappole è già un passo. ho scritto un libro in cui cerco di identificarne alcune e alcuni fili di arianna per uscirne. mettere sotto pressione la realtà è comunque possibile. piano piano ce la facciamo (forse neanche così piano).

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