Il doge e il leone

“Gentile dottore, volentieri accolgo l’invito a scriverle che ha rivolto ai lettori del suo libro”, mi scrive Arianna (e mi autorizza a postare la sua lettera/recensione sulla pagina facebook del libro), ” … Considerata la centralità nel suo libro del concetto di vita narrata, e cogliendo un certo suo interesse a raccogliere le narrazioni degli italiani che vivono questo momento storico, mi sento di doverle dire qualcosa anche di me. Sarà sufficiente che io mi inserisca nella categoria di quegli italiani che lei ha spesso descritti…”.

Arianna mi racconta di come si sia sentita spinta, a un certo momento della sua vita, a uscire dall’Italia e a tentare la ricerca all’estero, anche perché, lei veneta, pensava al “doge inginocchiato di fronte al leone di san Marco”, cioè di fronte al bene comune, ma anche di fronte ai doveri verso se stessi, verso le proprie aspirazioni e le battaglie che ne conseguono e che a volte costano molto. Ad Arianna il tema della narrazione, proprio a partire dalla sua esperienza, è sembrato uno degli aspetti più interessanti e contemporanei del libro: ” trovo convincente sostenere che la narratività dell’esistenza abbia non solo un ruolo di primo piano nella costruzione di un’individuo ma anche una forza politica, perché partecipa alla definizione e alla costruzione di quello spazio comune all’interno del quale si vive, si decide di valori universali per una data comunità, si progetta il futuro della stessa. Mi è piaciuto anche vedere come in questo orizzonte sia presente e richiamata con forza la partecipazione attiva di ogni singolo soggetto, chiamato a “riattivare” in maniera consapevole gli orizzonti di senso e a comunicare, a trasmettere tutto ciò, al di là dello spazio geografico nel quale si trova (…). E’ a partire da questa prospettiva che ho sempre letto con interesse i suoi interventi, perché ci ho letto in trasparenza un tentativo non solo di mettere insieme le voci di persone diverse ma con esperienze simili, bensì il tentativo di far nascere la consapevolezza di un’identità, la consapevolezza di una voce altra”.

Io ringrazio molto Arianna per questo scambio a distanza (e ringrazio fin d’ora chi vorrà discutere le tesi del libro con me con queste e altre forme) . La lettera/recensione di Arianna è più ampia e articolata e potete leggerla nella pagina facebook dell’ebook 150 più 1. L’Italia alla prova di se stessa. Basta schiacciare “mi piace” sul box qui a destra (quello sotto la copertina del libro) per avere accesso alla pagina e ai suoi aggiornamenti. (Il “mi piace” vale anche come apprezzamento del blog, perché passa dalla pagina anche qualche aggiornamento relativo).

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